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	<title>Lo stilita migratore &#187; vite di aliene genti</title>
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	<description>Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.</description>
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		<title>Ligabue &#8211; Cosa vuoi che sia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 10:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[AnnyLab Blog]]></category>
		<category><![CDATA[armoniche e frastuoni]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì di giugno, caldo umido fuori, aria condizionata e plastica dentro, in quel PC City in cui mi pago le vacanze... La radio di questo posto è qualcosa di orrendo, ho passato una giornata a sentire idiozia commerciali (a pensarci bene la Laura era una delle proposte migliori, e questo dice molto sul resto :-((( [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://annylab.blogspot.com/2008/06/ligabue-cosa-vuoi-che-sia.html">Venerdì di giugno, caldo umido fuori, aria condizionata e plastica dentro, in quel PC City in cui mi pago le vacanze... La radio di questo posto è qualcosa di orrendo, ho passato una giornata a sentire idiozia commerciali (a pensarci bene la Laura era una delle proposte migliori, e questo dice molto sul resto :-((( scusami Vale non uccidermi!!! uhuhu)...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://annylab.blogspot.com/2008/06/ligabue-cosa-vuoi-che-sia.html">AnnyLab Blog</a></cite>.</small></div></div><p>Non pago di aggiornare con cadenza vincolata alle fasi lunari, adesso ci metto anche dei secoli per iniziare a pensare di poter scrivere qualcosa… comunque sia, eccomi qua. Quest&#8217;oggi abbiamo una guest star, un&#8217;emerita sconosciuta per tutti i lettori del blog escluso (o incluso?) lei stessa: inutile quindi che vi chiediate chi diavolo sia, non la conoscete…</p>
<p>Ve l&#8217;ho mai detto che non sopporto gli interventi composti da un solo testo di una canzone? Non mi pare. È un&#8217;usanza per me deprecabile: già è ardua pensare di capire il significato di una canzone come l&#8217;Autore l&#8217;aveva pensata, figuriamoci capire cosa ha provocato in una persona che l&#8217;ha sentita, o addirittura peggio quali passaggi mentali gli abbia indotto. In generale, secondo me una canzone buttata lì, nuda e cruda, non è altro che una sequenza casuale di caratteri: tanto varrebbe mettere delle <a href="http://www.ascii-art.de/" target="_blank">ASCII-arts</a>, che almeno si capiscono.</p>
<p>Questa volta, però, finalmente ho trovato un uso intelligente di un testo. Una canzone genera emozioni? E allora spieghiamole, &#8216;ste emozioni… Alternare il testo con pensieri a ruota libera è, devo ammetterlo, un ottimo modo per trasformare un intervento intimista <em>nescio</em> (per la natura stessa degli interventi intimisti, ovviamente) in qualcosa che si legge con interesse, apprezzabile per il botta e risposta tra l&#8217;Autore e l&#8217;Autrice; una sorta di &#8220;trova le differenze&#8221; comunicativo, un confronto da cui, alla resa dei conti, AnnyPan esce vincitrice per un semplice fatto: il testo della canzone citata non si riferisce a nulla di particolare se non ad un vago senso di disillusione nei confronti del mondo, mentre l&#8217;Autrice ci porta (volenti o nolenti) accenni di una vita vissuta. Mette carne al fuoco, insomma.</p>
<p>Per il resto, l&#8217;intervento è gradevole alla lettura come tutti i precedenti che ho letto (a differenza di me, scrive veramente un botto, e non ho la minima intenzione di rileggere tutta la sua produzione in ordine cronologico), e non è che ci sia molto altro su cui discutere se non informazioni personali che mi guardo bene dal trattare: tutto sommato ho imparato a non ficcare il naso negli affari di gente che conosco poco, pochissimo o nulla, sperando che lo stesso facciano con me. Per concludere, e per utilizzare formule di rito mai desuete, consiglio la lettura del blog <em>bla bla bla</em>, mi è piaciuto molto <em>bla bla bla</em>, auguri e figli maschi <em>bla bla bla</em>.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"I musici", di Michelangelo Merisi da Caravaggio</h2><span>Eh già, adesso magari vi aspettate che ogni volta ci sia una giustificazione logica e letteraria nel legame testo - immagine… Oh, questo mi piace e stop.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2008/06/caravaggio-i-musici.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un anno in più&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 22:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio demone è SOLITUDINE]]></category>
		<category><![CDATA[lacrimoni come se piovesse]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno in più, che differenza fa? potrei dire tanta, potrei dire poca... la verità è che molte cose sono cambiate. Oggi ho esattamente 21 anni, e mai avrei immaginato di essere così a questa età... quando ero piccola fantasticavo sul fatto che a questa età dovevo essere una donna in carriera, e mille altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/un-anno-in-pi.html">Un anno in più, che differenza fa?
potrei dire tanta, potrei dire poca... la verità è che molte cose sono cambiate.

Oggi ho esattamente 21 anni, e mai avrei immaginato di essere così a questa età... quando ero piccola fantasticavo sul fatto che a questa età dovevo essere una donna in carriera, e mille altre cose che non dirò...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/un-anno-in-pi.html">Il mio demone è SOLITUDINE</a></cite>.</small></div></div><p>Commento questo post essenzialmente perché uno vale l&#8217;altro. Il blog è spiccatamente intimista, rivolto marcatamente all&#8217;interiorità dell&#8217;Autrice e al suo innato ottimismo, e lo dimostra già dalla scelta dei colori degni della più antica delle Pompe Funebri (la cui sobrietà è commisurata dalla mancanza delle decorazioni in oro, a mio parere sempre un po&#8217; pacchiane). Per quel che mi riguarda, basterebbe quest&#8217;analisi frettolosa per allontanarmi seduta stante da quelle pagine in cui l&#8217;Autrice riversa — o afferma di riversare — i suoi intimi drammi, le interiori disillusioni, le interne sofferenze: più che una lettura, un&#8217;endoscopia.</p>
<p>Insomma, cosa mi ha spinto a scrivere di questo blog? Molto semplice, l&#8217;Autrice me l&#8217;ha menata. Ed eccomi quindi a navigare in un mare di rimpianti, disillusioni, scialbe — sciape — speranze; speranze in un futuro migliore (e va beh, queste le hanno in molti), speranze di un <span style="font-style:italic;">passato</span> migliore (decisamente più inusuali), speranze di una comprensione da parte del prossimo purtuttavia non ricercata attivamente — almeno, a parer mio; ma questa è una critica che muovo a tanti, troppi forse, miei conoscenti, e che sta quindi perdendo un po&#8217; di mordente. Speranze, dicevamo, ma speranze a mio parere finte: quella che mi pare emerga prorompente è una sensazione strana, data dall&#8217;osservare gli eventi sotto la lente della predestinazione (periodo confuso, ma non ho voglia di rileggere e riscrivere): <span style="font-style:italic;">predestinazione</span> è però un termine che non rende l&#8217;idea che ho in testa, si potrebbe forse parlare di predeterminazione; ogni volta che l&#8217;Autrice racconta un evento negativo lo fa col tono di chi dice <span style="font-style:italic;">&#8220;ecco, vedete? non era </span>naturale<span style="font-style:italic;"> che andasse a finire così?&#8221;</span>. Irritante, davvero irritante, forse perché rispecchia fedelmente il mio modo di pensare fino a un annetto o due fa — il che, a ben guardare, non va certo a vantaggio dell&#8217;Autrice.</p>
<p>Che altro dire… Qua e là emergono brandelli di ritrito buonsenso, e di fatalismo dozzinale. Non entro nel merito del <span style="font-style:italic;">perché</span> l&#8217;Autrice sia arrivata a questa <span style="font-style:italic;">forma mentis</span>, alla resa dei conti la conosco troppo poco per esprimere un commento ponderato quindi non emetto critiche o giudizi in merito. Quello che realmente mi intristisce è la mancanza di uno scopo in tutto questo parlare di sé, almeno, di uno scopo chiaro e conclamato: non mi sembra, e spero non, nasca per stimolare il pietismo dei passanti, e se fosse atto a farsi dare ideali pacche sulle spalle… beh, temo siano composte solo da banalità (a tal proposito, vorrei fucilare un <a href="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/natale-non-cade-solo-la-neve.html">anonimo commentatore</a> che, credendo di essere poetico, ha copincollato il testo della canzone di Battiato <span style="font-style:italic;">Prospettiva Nevskj</span>. Lo odio. Ha letto un post in cui si accenna alla neve e ci ha messo la prima citazione sul freddo che gli è venuta in mente. A chiunque interessi capire appieno quella bellissima canzone, segnalo <a href="http://www.musicaememoria.com/franco_battiato_prospettiva_nevskij.htm">questo argomentato commento</a>).</p>
<p>Non ci piglio il verso. Leggo questo blog solo perché conosco l&#8217;Autrice, e mi sembra una forma di rispetto assimilare i concetti che lei crede sia giusto gli altri sappiano. Una forma di rispetto, dicevo, ma se sia per lei o le sue tette… beh, tra i due casi non mi è ancora dato discernere.</p>
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		<title>Corsi e ricorsi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 18:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Te la do io la letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[non di solo pane]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[È un argomento che mi affascina da sempre, e che trova applicazione negli ambiti più svariati: la ricorsione, il ritorno di un ente a se medesimo con generazione di effetti talvolta bislacchi; mi affascina, e talvolta mi sconcerta anche un po'. Ricordo che il primo incontro tra me e la retroazione avvenne su un libro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://belinde.net/il-resto/te-la-do-io-la-letteratura/corsi-e-ricorsi/">È un argomento che mi affascina da sempre, e che trova applicazione negli ambiti più svariati: la ricorsione, il ritorno di un ente a se medesimo con generazione di effetti talvolta bislacchi; mi affascina, e talvolta mi sconcerta anche un po'. Ricordo che il primo incontro tra me e la retroazione avvenne su un libro di Piero e Alberto Angela, "<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804410010/angela-piero/straordinaria-storia-dell.html">la straordinaria storia dell'uomo</a>", nel mezzo di una spiegazione del come si sia passati dall'intelligenza animale a quella umana (ammesso e non concesso esista una sostanziale differenza tra le due, cosa che non viene certo comprovata dall'osservazione etologica di molti calciatori e/o calciofili in generale). In quell'ambito, i due buontemponi si lanciarono in un simpatico giochetto: elencando in una lista enumerata con lettere 6 possibili cause/effetti dell'aumento dell'intelligenza umana, e sfidando il lettore a metterle in un possibile ordine cronologico, proposero come possibile la sequenza F-E-D-B-A-C — per i meno osservatori, <a style="font-style: normal;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feedback">feedback</a>. In seguito lo stesso mi saltò fuori cercando di capire perché casse e microfoni fischiano se avvicinati, per poi chiarirsi definitivamente quando cercai di indagare gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attrattore#Attrattore_strano">attrattori strani</a> con  quella povera bestia di linguaggio di programmazione che era il qbasic.

Era una cosa meravigliosa…prendi un numero, lo mastrussi in qualche maniera e trovi un altro numero; prendi anche questo, lo mastrussi nella stessa maniera e trovi un altro numero, ripetendo questa procedura un tot di volte ed avvicinandoti sempre più ad un numero limite, l'attrattore. E questo indipendentemente dal numero di partenza. Cambi lievissimamente i parametri del mastrussamento e scopri che la sequenza si fissa nella ripetizione di due, tre, N valori. Cambi ancora di un pelo e scoppia il caos, l'ordine scompare, i numeri si susseguono senza alcun senso. Ma stai facendo le stesse cose di prima! Com'è possibile che l'armonia di una frazione infinitesima prima si trasformi in quel rumore bianco?

La ricorsione è la più pratica scorciatoia dell'uomo per arrivare all'infinito: lo riduce in una sequenza breve di passi, lo rende maneggiabile. Mi piace osservarla anche nella gente che mi circonda: qualcuno esprime un'idea secondo il suo (pre)giudizio, chi lo ascolta la commenta, ed il primo la ricommenta secondo gli stessi canoni di prima. Quello che mi lascia perplesso è che, spesso, diversamente che tra i numeri gli esseri umani vedono andare a zero il livello della loro conversazione, specialmente se gli elementi di feedback aumentano di numero; insomma, più gente c'è, maggiori saranno le possibilità di decadere nel luogo comune, o nel reciproco disinteresse: in entrambi i casi, il flusso di concetti scende a zero.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://belinde.net/il-resto/te-la-do-io-la-letteratura/corsi-e-ricorsi/">Lo stilita migratore</a></cite>.</small></div></div><p>Troviamo in queste righe un Belinde al suo splendore divulgativo, il che ci denota quanto voli basso il suo talento; prende un argomento di sicuro disinteresse e vi ricama sopra voli pindarici su argomenti di altrettanto grande disinteresse. La citazione semi aneddotica di un libro di Piero Angela è misura della conoscenza marginale degli argomenti trattati, ma l&#8217;Autore la sfoggia con la sicumera di un&#8217;aragosta cui hanno detto che in cucina la maionese è finita. Il lettore inizia la sua avventura nel testo con la serena convinzione che l&#8217;Autore abbia un qualche filo logico da seguire; forse ne era convinto l&#8217;Autore stesso, ma ben presto ogni speranza di rinvenire una qualche consequenzialità viene disattesa. Il rapido <span style="font-style: italic;">excursus</span> matematico è solo una breve parentesi prima di quegli argomenti che tanto cari stanno all&#8217;Autore, ovvero quelli di psicosociologia spicciola in cui può espettorare tutto il suo disprezzo per chi — come del resto è norma nella razza umana — riesce ad instaurare una forma di comunicazioni con altri esseri viventi. Non adduce prove, nè rigorosi ragionamenti logici, si limita ad enumerare una serie di suoi <span style="font-style: italic;">cliché</span> mentali, non evitando di inserire anche sprazzi di consolidata misantropia.</p>
<p>L&#8217;Autore, col suo stile saccente e superiore, pare volerci dire &#8220;poveri imbecilli, voi che tentate di capire la mia aulica prosa inconsci della vostra incapacità&#8220;; punto di vista questo che potrebbe anche essere apprezzabile, se fosse esposto da qualcun altro. Bisogna tuttavia riconoscere un pregio, in questo tutto sommato inutile post: l&#8217;oggetto stesso della discussione, la ricorsione. <span style="font-style: italic;">È un argomento che mi affascina da sempre, e che trova applicazione negli ambiti più svariati…</span></p>
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		<title>donne</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 19:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ravinsky]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno in tutto il resto del tempo. Cioè mentre vivevo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">Ravinsky - Racconti di salmastro</a></cite>.</small></div></div><p>I mesi di astinenza dalla scrittura mi hanno dato la carica, ed eccomi di nuovo a pigiar tasti sulla tastiera; con una differenza sostanziale rispetto al solito: non sto buttando giù belinate per quei tre cristi che mi stressano per farmi scrivere qui sopra, ma direttamente per l&#8217;Autore. È una sorta di lettera aperta, in cui ho intenzione di elencare una serie di miei ragionamenti; ragionamenti che, per altro, ho già esposto a voce ad un sacco di persone… a molti, ma non all&#8217;interessato: questo è il motivo per cui mi sento legittimato a scriverne qua sopra, ma nel caso desse fastidio sono pronto a cancellare il post, come del resto ho <a href="http://belinde.blogspot.com/2007/04/amici-che-parlano.html">già fatto</a> in passato.</p>
<p>Non ho mai letto il blog di Ravinsky sino ad oggi; cioè, ne lessi alcuni stralci ormai molti mesi fa, oserei dire <span style="font-style: italic;">una vita</span> fa, quando ancora aveva un&#8217;impostazione più marcatamente letteraria. Almeno, <span style="font-style: italic;">credo</span> sia così: sono riuscito a leggere soltanto gli ultimi due post, prima di farmi prendere dalla tristezza e cominciare a buttare giù queste righe.</p>
<p>Vi ricordate il mio sfogo sugli Afterhours di due giorni fa? Ecco, con questo potrei anche chiudere il discorso. Il mondo dipinto da Ravinsky usa gli Afterhours come colonna sonora, e trasuda un… come chiamarlo… un liquame condensato di mancanza di forza di volontà. E lo dico con la morte nel cuore, per quanto possa valere. Gli eventi, in quel luogo, <span style="font-style: italic;">accadono</span>, piovono dall&#8217;alto, e come pioggia si adagiano sui coprotagonisti della storia. Sono tutti coprotagonisti, <span style="font-style: italic;">tutti</span>! Un mondo dai tratti onirici, dove le persone tracciano la rotta della loro vita per puro moto browniano, e dove ogni anelito di volontà viene usato giusto per soffiare via uno smarrone dai pantaloni.</p>
<p>Ravinsky non lo capisco più. Ci fu un tempo in cui ero convinto che tra i due, il disadattato fossi io. Avevo grossi problemi a rapportarmi con le persone — non che ora siano scomparsi, i problemi… sono solo contenuti — e l&#8217;amicizia con Ravinsky mi ha migliorato sotto molti aspetti, molti dei quali credo siano rimasti inosservati a lui stesso; e ha tutta la mia gratitudine, per questo. Siamo stati — <span style="font-style: italic;">fummo</span> — in confidenza, fino ad un paio di anni fa, oggi non più. Non riesco ad andare oltre al buongiorno e buonasera; perché questo? Brutto dirlo… non riesco più a stimarlo. <span style="font-style: italic;">Non</span> per le sue scelte, no! Per le sue <span style="font-style: italic;">non</span>-scelte. Perché non gli vedo più il coraggio di prendere una decisione, specialmente quelle radicali, quelle che secondo me potrebbero portarlo verso una vita che gli piaccia vivere. Se io, in una situazione di pesante stress percepito, ho avuto il coraggio di dare una svolta radicale alla mia vita ed i miei progetti per il futuro (una scelta che per altro mi ha devastato finanziariamente, e che solo ultimamente promette un ritorno a quelli che avevo preso a considerare standard), perché lui non può? Perché si crogiola in questo stato di (cito letteralmente) &#8220;fallimento come progetto umano&#8221;? Perché non ci prova nemmeno, a riscriver<span style="font-style: italic;">si</span> il <span style="font-style: italic;">suo</span> progetto umano?</p>
<p>Questo discorso è stato affrontato più e più volte con un sacco di amici che abbiamo in comune, e tutte le volte lo si è concluso con un&#8217;alzata di spalle, e con me che ripetevo &#8220;non so cosa fare, per aiutarlo, perché mi pare che la sua sia una precisa scelta di vita, e non approvandola me ne disinteresso&#8221;. Ma alla lunga non ci riesco. Ti stiamo — <span style="font-style: italic;">ti stai</span> — lasciando indietro, Ravinsky, e più che guardarti con rattristata curiosità non so che fare.</p>
<p>Brutto post, questo. Probabilmente verrà pure misinterpretato, se non (speriamo di no) odiato. Le lettere aperte sono sempre un po&#8217; una buffonata, e io per primo non le ho mai capite, eppure questa volta mi è parsa adeguata; credo che i 4 o 5 lettori di questa pagina siano già tutti al corrente del mio pensiero, e mi pare sia grosso modo accettato e condiviso da tutti. Per questo scrivo qua: credo di non sbagliarmi, Ravinsky, affermando che questo post non l&#8217;ha scritto Belinde, ma è un coro; forse piccolo, ma è un coro.</p>
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		<title>UNA PICCOLA CREPA&#8230;.E IL GHIACCIO CHE SI SPACCA IN MILLE PEZZI&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 09:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[Amici che parlano....e io che intanto con la mente sono a mille miglia di distanza, io che penso a discorsi fatti anni fa con la mia migliore amica...oddio...adesso non posso negarlo a me stessa. Quella piccola crepa nel ghiaccio di qualche settimana fa sta squarciando la mia corazza di gelo...non ci posso credere...Tratto da Blood [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://vy-luckyrose.spaces.live.com/Blog/cns%21483A68A5467F5E78%21889.entry">Amici che parlano....e io che intanto con la mente sono a mille miglia di distanza, io che penso a discorsi fatti anni fa con la mia migliore amica...oddio...adesso non posso negarlo a me stessa. Quella piccola crepa nel ghiaccio di qualche settimana fa sta squarciando la mia corazza di gelo...non ci posso credere...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://vy-luckyrose.spaces.live.com/Blog/cns%21483A68A5467F5E78%21889.entry">Blood Red Rose</a></cite>.</small></div></div><p>Il corpo di questo intervento è stato rimosso su esplicita richiesta dell&#8217;Autrice.</p>
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		<title>cercasi moduli&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 14:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[The paradise city]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[eccomi pronta a proporvi l'ennesimo bla bla bla, seguito alla notizia che finalmente qualcuno pagherà le mie prestazioni (non si parla del campo sessuale, come, immagino, amichetti, avrete ovviamente pensato)... ebbene. rientrata la disarticolazione della mascella procuratami con uno sbadiglio, aggiornerò velocemente le mie nugae...Tratto da THE PARADISE CITY.Ho scelto questo post perchè, nonostante sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/Blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%211793.entry">eccomi pronta a proporvi l'ennesimo bla bla bla, seguito alla notizia che finalmente qualcuno pagherà le mie prestazioni (non si parla del campo sessuale, come, immagino, amichetti, avrete ovviamente pensato)...
ebbene. rientrata la disarticolazione della mascella procuratami con uno sbadiglio, aggiornerò velocemente le mie nugae...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/Blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%211793.entry">THE PARADISE CITY</a></cite>.</small></div></div><p>Ho scelto questo post perchè, nonostante sia considerevolmente sottotono rispetto a taluni grandiosi interventi che l&#8217;Autrice ci ha donato in passato (lascio al lettore l&#8217;imporbo compito di isolarli nel mare di variegata rumenta che compone il suo blog), contiene tutti gli elementi che siamo stati abituati a subire nelle opere letterarie — almeno quelle pubbliche — della Vale. Il tono è, come al solito, velato da una sottile ma consistente patina di superiorità: è evidente che il lettore viene visto come un noioso e petulante bambinetto, meritorio di un briciolo di attenzione solo in virtù del silenzio che si riceverà di scotto. La sfera personale è appena accennata, e serve solo da giustificazione per quello che segue: chi, infatti, abbia a pagarle queste non definite prestazioni rimane avvolto nel mistero, infittito ulteriormente dalle dichiarazioni finali che andranno a negare ogni possibilità di lavoro attuabile e accessibile dalla scellerata Autrice.</p>
<p>Il tono di superiorità e di conseguente disprezzo si fa sempr più forte: l&#8217;accenno al suo ennesimo problema articolare non fa che da introduzione per una carambolante dichiarazione d&#8217;intenti; l&#8217;etichettare il suo blog <span style="font-style: italic;">nugæ</span> è infatti solo un modo per sbattere in faccia al lettore tutta la sua cultura umanistica (e immagino che pochi avranno, come il sottoscritto, cercato il significato della parola, per incappare in dotte citazioni degli <span style="font-style: italic;">Epigrammi</span> di Marziale), per poi nascondersi dietro un velo di falsa modestia data dall&#8217;apologia della modestia stessa. La doppiezza verbale di questa donna è sconcertante.</p>
<p>Finalmente però l&#8217;Autrice scende al livello dell&#8217;umile lettore, e si degna, nella sua infinita bontà, di esplicare il suo pensiero alle folle adoranti frattanto riunitesi, e si compiace della loro gratitudine per aver scelto un argomento a loro accessibile: il Verbo si è rivelato, e si è incarnato&#8230; nei Bee Hive.</p>
<p>Sgomento tra le folle.</p>
<p>Ebbene sì, il fulcro, il nocciolo, la segreta anima di questo intervento va cercata in Kiss me Licia. È questa l&#8217;illuminazione che l&#8217;Autrice porta al suo popolo! La redenzione delle anime mediante abluzioni nei Bee Hive.</p>
<p>Le folle alzano le spalle e si dirigono verso casa, lasciando l&#8217;Autrice sola, sulla cima della collina.</p>
<p>Il seguito del post è solo un rantolante tentativo di riacquisire l&#8217;attenzione, ma l&#8217;argomento &#8220;lavoro&#8221; manca del necessario afflato epico, e il richiamo al Machiavelli richiama l&#8217;attenzione di solo alcune anziane signore del Circolo del Bridge, confuse dall&#8217;assonanza con un noto gioco di carte. E poi, come un canarino colpito da una racchetta da pelota, l&#8217;ultima frase, ultima speranza di riottenere considerazione, una incomprensibile frase in inglese, buttata lì auspicando qualcuno si interroghi se sia una citazione o una dichiarazione&#8230; ma ormai è troppo tardi, e l&#8217;eco si disperde nella solitudine della vallata ormai solatìa.</p>
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		<title>E&#8217; ora di mettere i puntini sulle &quot;i&quot;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 17:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[CaMpUs]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[Allora. Data la mia natura permalosa, mi sono stufata di sentire commenti sulla mia presunta "femminilità pari a quella di uno scaricatore di porto". Essa fa parte del mio carattere come le manie di grandezza e l'egocentrismo quindi che vi vada bene o no, me ne importa ben poco. Sono solamente stufa di sentire commenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://alesvideoblog.blogspot.com/2007/04/e-ora-di-mettere-i-puntini-sulle-i.html">Allora. Data la mia natura permalosa, mi sono stufata di sentire commenti sulla mia presunta "femminilità pari a quella di uno scaricatore di porto".
Essa fa parte del mio carattere come le manie di grandezza e l'egocentrismo quindi che vi vada bene o no, me ne importa ben poco. Sono solamente stufa di sentire commenti vari, fatti magari in modo ironico...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://alesvideoblog.blogspot.com/2007/04/e-ora-di-mettere-i-puntini-sulle-i.html">CaMpUs</a></cite>.</small></div></div><p>Eccoci di fronte ad un vero e proprio sfogo: una ragazza (nonostante tutto continua a definirsi tale) che, a dispetto della sua dichiarata sicurezza, decide di spiegarci i perchè e i percome del suo essere. Ad una prima lettura il nesso tra causa ed effetto (&#8220;voi mi sfottete&#8221; implica &#8220;vi racconto come mai sono cresciuta così&#8221;? e perchè mai?) non risulta molto chiaro&#8230; ad una seconda lettura, nemmeno. Ad una terza lettura si stabilisce che questo nesso probabilmente non è così importante, quindi ci si può abbandonare a qualsivoglia illazione. Una possibilità che ho preso in considerazione per giustificare questo post è che non sia stato scritto dalla firmataria, ma da un qualche suo parente, probabilmente la madre la quale, estenuata dai fallimentari tentativi di rendere la figlia un briciolo più dabbene, ha pensato di giustificarsi in questo modo di fronte al mondo. &#8220;Ecco&#8221;, sembra dire, &#8220;vedete come è sempre stata? Io ho fatto quello che ho potuto, ma non è bastato&#8230;&#8221;.</p>
<p>Concediamoci un minuto di raccoglimento in onore dell&#8217;improba opera di quella donna.</p>
<p>Fatto? Bene. Continuando nella lettura attraversiamo una serie di esperienze comuni tra i bambini, finchè non ci imbattiamo in una frase isolata, dopo un nostalgico accenno ad Holly e Benji: &#8220;e quello si che era un bel cartone&#8221;. Qui emerge quel lato del carattere dell&#8217;autrice che si nutre di assoluti: quel cartone è bello e punto, non c&#8217;è possibilità di appello, e tacitamente afferma anche il basso livello raggiunto dalla cartocinematografia moderna per ragazzi. Il richiamo ai deliri di onnipotenza sviluppati nel suo altro blog è chiaro&#8230; Questo accenno ai lati oscuri del suo carattere modifica radicalmente il tono del prosieguo post, che si fa sempre più rabbioso e colmo di acredine, al punto di sbattere in faccia al lettore abitudini del tutto innocenti, se non addirittura encomiabili, quasi fossero elementi di disprezzo.</p>
<p>Il lettore, giunto a questo punto, se ne sta. Viene a scoprire che l&#8217;Autrice non è come lui, e che comunque lui è un po&#8217; una merda. Il lettore ci rimane anche un po&#8217; male, si sente quasi in colpa, manco fosse stato lui la causa scatenante. Il lettore passa un paio di minuti cercando di capire che tipo di contatti abbia avuto con l&#8217;Autrice, e poi, giustamente, il lettore se ne fotte e torna a cercare quel video di Pamela Anderson e Tommy Lee di cui gli avevano parlato in ufficio. Il lettore passerà una serena nottata a prescindere dal malcelato odio che l&#8217;Autrice prova verso qualsiasi forma di vita proteica. L&#8217;Autrice, frattanto, inizierà a guadagnarsi da vivere grazie alle numerose offerte di posti di lavoro come camallo al porto di Voltri, iniziate a fioccare dopo la pubblicazione del post.</p>
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