Lo stilita migratore
Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.

Ligabue - Cosa vuoi che sia

Noterete come in questo intervento si parli di AnnyLab Blog, e che l'autore sia (guarda caso) belinde. Eminenti luminari e letterati hanno stabilito che in questo post si trattano argomenti quali , . L'ultima volta che qualcuno vi ha messo mano correva l'anno 2008, addì 19 giugno, attorno alle 12pm.

 

Venerdì di giugno, caldo umido fuori, aria condizionata e plastica dentro, in quel PC City in cui mi pago le vacanze… La radio di questo posto è qualcosa di orrendo, ho passato una giornata a sentire idiozia commerciali (a pensarci bene la Laura era una delle proposte migliori, e questo dice molto sul resto :-((( scusami Vale non uccidermi!!! uhuhu)…

Tratto da AnnyLab Blog. Continua la lettura…
 

Non pago di aggiornare con cadenza vincolata alle fasi lunari, adesso ci metto anche dei secoli per iniziare a pensare di poter scrivere qualcosa… comunque sia, eccomi qua. Quest’oggi abbiamo una guest star, un’emerita sconosciuta per tutti i lettori del blog escluso (o incluso?) lei stessa: inutile quindi che vi chiediate chi diavolo sia, non la conoscete…

Ve l’ho mai detto che non sopporto gli interventi composti da un solo testo di una canzone? Non mi pare. È un’usanza per me deprecabile: già è ardua pensare di capire il significato di una canzone come l’Autore l’aveva pensata, figuriamoci capire cosa ha provocato in una persona che l’ha sentita, o addirittura peggio quali passaggi mentali gli abbia indotto. In generale, secondo me una canzone buttata lì, nuda e cruda, non è altro che una sequenza casuale di caratteri: tanto varrebbe mettere delle ASCII-arts, che almeno si capiscono.

Questa volta, però, finalmente ho trovato un uso intelligente di un testo. Una canzone genera emozioni? E allora spieghiamole, ’ste emozioni… Alternare il testo con pensieri a ruota libera è, devo ammetterlo, un ottimo modo per trasformare un intervento intimista nescio (per la natura stessa degli interventi intimisti, ovviamente) in qualcosa che si legge con interesse, apprezzabile per il botta e risposta tra l’Autore e l’Autrice; una sorta di “trova le differenze” comunicativo, un confronto da cui, alla resa dei conti, AnnyPan esce vincitrice per un semplice fatto: il testo della canzone citata non si riferisce a nulla di particolare se non ad un vago senso di disillusione nei confronti del mondo, mentre l’Autrice ci porta (volenti o nolenti) accenni di una vita vissuta. Mette carne al fuoco, insomma.

Per il resto, l’intervento è gradevole alla lettura come tutti i precedenti che ho letto (a differenza di me, scrive veramente un botto, e non ho la minima intenzione di rileggere tutta la sua produzione in ordine cronologico), e non è che ci sia molto altro su cui discutere se non informazioni personali che mi guardo bene dal trattare: tutto sommato ho imparato a non ficcare il naso negli affari di gente che conosco poco, pochissimo o nulla, sperando che lo stesso facciano con me. Per concludere, e per utilizzare formule di rito mai desuete, consiglio la lettura del blog bla bla bla, mi è piaciuto molto bla bla bla, auguri e figli maschi bla bla bla.

“I musici”, di Michelangelo Merisi da Caravaggio

Eh già, adesso magari vi aspettate che ogni volta ci sia una giustificazione logica e letteraria nel legame testo - immagine… Oh, questo mi piace e stop.