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	<title>Lo stilita migratore &#187; maledetti giovinastri</title>
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	<description>Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.</description>
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		<title>Il Gran Pescatore di Chiaravalle</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 20:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica della ragion d'essere]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.Tratto da La Bibbia (Mt 6, 34).Ah, il dolce abbandonarsi agli usi comuni, l&#8217;abdicare al proprio diritto ad una mente indipendente per lasciarsi trasportare dal fiume della consuetudine&#8230; Mirabile dictu (e qua la formazione scientifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt%206,25-34&versioni[]=C.E.I.">Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt%206,25-34&versioni[]=C.E.I.">La Bibbia (Mt 6, 34)</a></cite>.</small></div></div><p>Ah, il dolce abbandonarsi agli usi comuni, l&#8217;abdicare al proprio diritto ad una mente indipendente per lasciarsi trasportare dal fiume della consuetudine&#8230; <em>Mirabile dictu</em> (e qua la formazione scientifica la fa da padrone, <em>laudatus sit</em> il latino da Baci Perugina) anche lo Stilita Migratore si presta ai <em>divertissement</em> da fine anno con un inaspettato ritorno alle origini, approntando un commentario astrologicamente ineccepibile agli interventi futuri dei blog dei miei conoscenti; di voialtri lettori, in ultima analisi, perché credo che l&#8217;unico senza velleità da bloggaro sia il giovane ma mai abbastanza lo<span style="text-decoration: line-through;">r</span>dato Brus. Ma tralasciamo codeste fanfaluche e giungiamo al dunque.</p>
<h3>AnnyLab Blog</h3>
<p>Inizio d&#8217;anno burrascoso per il blog della povera milanese. Riemergendo da un&#8217;apocalisse di panettoni, passerà i primi mesi dell&#8217;anno alternando deliri illuminotecnici, deliqui sociali, delitti musicali e derelitti umani. La Luna in Acquario le schiaccerà il pesce rosso e le fornirà l&#8217;energia per caracollare con passo deciso ma incerto verso dicembre. In effetti i deliri / deliqui / delitti / derelitti si susseguiranno ininterrottamente fino alla fine dell&#8217;anno, se non dei tempi.</p>
<h3>Bloggozzo! Zabriskie Point</h3>
<p>Trasportato dal treno lillipuziano che è il destino del suo Autore, languirà per alcuni mesi per poi risvegliarsi a primavera; questo l&#8217;autore, mentre il blog riprenderà l&#8217;attività cerebrale non prima dei caldi di giugno, quando Mercurio in Ariete renderà palese la necessità di un termometro migliore. Situazione tranquilla fino a dicembre e cataclismi in periodo natalizio quando Bloggozzo, inneggiando al ritorno alle tradizioni, s&#8217;ammanterà nuovamente di un inguardabile rosso arterioso.</p>
<h3>Blood Red Rose : Blog</h3>
<p>Silenzio assoluto fino a giugno, qualcosa di vacuo nell&#8217;estate, silenzio per il resto dell&#8217;anno. Venere entra nella seconda casa del Sagittario e trova la muffa nel passato di pomodoro scaduto, evento questo che giustifica gli interventi schifati estivi.</p>
<h3>CaMpUs</h3>
<p>Filmatini, filmatini, filmatini in ripetizione continua fino al solito e ritrito giugno. Marte entra nel Leone ma si blocca al livello del peritoneo, e tutta l&#8217;estate sarà segnata da quest&#8217;impossibilità. Si prevedono crisi di panico settembrine e fiumi di banalità invernali. Con le castagne cadranno anche i maroni dell&#8217;autrice, per un motivo tutt&#8217;ora ignoto ma verosimilmente futile.</p>
<h3>Il mio demone è SOLITUDINE</h3>
<p>Non ho sinceramente voglia di scrivere un panegirico per dire &#8220;verrà scritto qualcosa che mi interessa poco, con uno stile che non apprezzo e scopi che non condivido&#8221;. Urano vorrebbe entrare nella Vergine, ma daltronde chi non lo vorrebbe?</p>
<h3>THE PARADISE CITY</h3>
<p>Aggiornamenti saltuari trasudanti gioia e soddisfazione per la prima metà dell&#8217;anno, noia e frustrazione nel periodo estivo quando la <em>Valentina di passo</em> raggiunge i territori di riproduzione antistanti il Mille, un filo d&#8217;ansia verso ottobre, quando intimamente percepirà l&#8217;assoluta mancanza di coesione del suo piano di studi. Tranquilla incoscenza per il resto dell&#8217;anno. Il parallelo astrale è cristallino: Plutone entra nell&#8217;Ariete e ne esce dopo un completo ciclo digestivo.</p>
<h3>Vado a lavarmi&#8230;</h3>
<p>Perché, questo blog è ancora mantenuto? Mercurio entra nei Pesci provocando l&#8217;intossicazione alimentare del blog, che esala stentati interventi per tutto l&#8217;anno, spirando miseramente abbandonato a dicembre, quando per un prodigio di metempsicosi si trasferirà nell&#8217;ennesimo nuovo blog della Manu.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"Gli emisferi con i segni zodiacali e le costellazioni", di C. Vanvitelli e F. Pascale</h2><span>Diamine quant'è difficile trovare qualcosa di zodiacamente artistico, specialmente se non si ha voglia di cercarlo... Dalla Reggia di Caserta, non so manco cosa sia di preciso, ma ci dev'essere qualcosa sullo Zodiaco. Accontentatevi.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2008/12/3130c-300x185.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;di un pastore errante in salotto.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 00:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Specchi e riflessi]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>

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		<description><![CDATA[Brutta cosa l&#8217;aver sonno ma non abbastanza. Sei lì, finalmente libero di respirare dopo una giornata in giacca e cravatta, e ti sembra brutto andare già a dormire nonostante le palpebre cadenti. E pensare che in questo momento potresti tranquillamente essere a divertirti al Sol Levante coi tuoi amici, non fosse per quella tua irrefrenabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brutta cosa l&#8217;aver sonno ma non abbastanza. Sei lì, finalmente libero di respirare dopo una giornata in giacca e cravatta, e ti sembra brutto andare già a dormire nonostante le palpebre cadenti. E pensare che in questo momento potresti tranquillamente essere a divertirti al <em>Sol Levante</em> coi tuoi amici, non fosse per quella tua irrefrenabile idiosincrasia nei confonti di qualunque cosa si possa ricondurre ad una discoteca. E te ne chiedi il motivo: in fondo ti piace stare in compagnia, ma appena qualcuno propone una serata del genere tu sorridi mesto e declini cortesemente, adduncendo improbabili levatacce il giorno dopo (come se una sveglia alle 6 ti avesse mai impedito di stare a raccontarsela fino alle 3). Anche quando ti viene preannunciato per tempo, e hai tutta la giornata per convincerti, quando arriva il momento di comporre le macchinate tu ti trovi sulla tua vespa che stai tornando a casa.</p>
<p>Addirittura ti capita per le feste, nonostante il loro punto clue sarà evidentemente dietro quei portoni, nonostante il resto della serata sia evidentemente solo un prodromo&#8230; non ce la fai. Nonostante ci sia della gente con cui sai che ti divertirai. Nonostante ci sia gente che non conosci ma che promette maledettamente bene. Nonostante sai che quella sera succederanno cose divertentissime che animeranno le discussioni per tutto il mese seguente. Nonostante, nonostante, nonostante.</p>
<p>Allora cerchi di analizzarti per capirti un po&#8217; almeno tu, visto che i tuoi amici evidentemente non ci riescono. E ti inventi scuse, quasi barocche nei loro arzigogoli logici. Ultimamente tra te e te va per la maggiore una spiegazione che si appoggia sulla tua incapacità di distinguere bene le parole nel rumore, e nella conseguente altissima possibilità di passare la serata a far flanella e senza riuscire a fare un discorso che sia uno, e tutti sanno quanto è importante per te discorrere&#8230; Ma non sta in piedi. Non può essere una spiegazione. Forse è solo dovuto alla folla. Odi la folla, la temi e ti schifa. Guardi con orrore, tutte le mattine, il serpentone di gente indifferenziabile che si forma all&#8217;uscita dei binari a Brignole fino a tutta via San Vincenzo, e non tolleri l&#8217;idea di trovartici in mezzo anche alla sera. Così, senza un motivo valido se non l&#8217;odio viscerale e atavico per l&#8217;annullamento.</p>
<p>Poi, finalmente, il sonno ha la meglio sulle tue pulsioni intimiste, e penosamente ti allontana dalla tastiera. Ma non ti allontana da te stesso: ti prende per mano e ti conduce attraverso la notte, fino ad arrivare a quel punto, domattina, dal quale questo <em>incerto mio incespicare</em> (ricchi premi e cotillon a chi azzecca la citazione) possa assumere i toni del risibile, alimentando dubbi sulla liceità di lasciare esposto al pubblico il post piuttosto che cancellarlo. Ma nel momento in cui scrivi queste parole hai già capito che non lo farai, e una volta di più rattristato dalla tua auto-prevedibilità finalmente ti accingi a premere il punsante &#8220;pubblica&#8221;.</p>
<p>Ciò non toglie che mi dispiace. Mai come ora vorrei essere diverso, o almeno diversificabile. Mai come ora vorrei mandare al diavolo la cosiddetta coerenza con se stessi, perché se questo provoca la schiavitù comportamentale che osservo su me stesso, evidentemente non è più una cosa buona. Ma ormai è tardi, la decisione è stata presa da ore, e riuscire sarebbe stupido. Rimandiamo tutto alla prossima occasione, e alla prossima scusa.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"Il giardino delle delizie", di Jeroen Anthoniszoon van Aken, detto <i>Hieronymus Bosch</i></h2><span>Tanta gente, troppa, impegnata spesso in attività che non capisci, non ti attirano o di contro nelle quali non riesci ad inserirti (e il fatto che siano in larga misura nudi dovrebbe fornire indizi sulla natura di questa terza categoria)</span><center><img src="http://files.splinder.com/2187d66fdbf5a2434901530f5671751c.jpeg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nubi di ieri sul nostro domani odierno</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 13:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Specchi e riflessi]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando c'ho la ragazza faccio la conchetta per sentirmi il fiato, sto vent'anni in bagno, penso che si chiava, dopo non si chiava e non mi lavo più. Cerco nelle mie narici una testimonianza delle mie radici, ma vi trovo un fico e lo dovrò spalmare sotto qualche banco, come in gioventù. Questi sono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://www.elioelestorietese.it/?page=disco/brano&amp;id_prodotto=96&amp;id_brano=166">Quando c'ho la ragazza faccio la conchetta per sentirmi il fiato,
sto vent'anni in bagno, penso che si chiava, dopo non si chiava e non mi lavo più.
Cerco nelle mie narici una testimonianza delle mie radici, ma vi trovo un fico e lo dovrò spalmare
sotto qualche banco, come in gioventù.
Questi sono i miei costumi, vendo paralumi, siete come me.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://www.elioelestorietese.it/?page=disco/brano&amp;id_prodotto=96&amp;id_brano=166">Elio E Le Storie Tese</a></cite>.</small></div></div><p>L&#8217;avete letta e riconosciuta, adorata o disprezzata, ma non ne siete rimasti indifferenti. E se anche non l&#8217;aveste mai sentita, sono sicuro che sin&#8217;ora non avrete mai dormito tra due guanciali. Per quale motivo è finita su questo blog? Solo per attirare l&#8217;attenzione dei lettori: mi scuso di conseguenza con chiunque arrivi qui alla ricerca dei testi di Elio.</p>
<p>Niente commento, oggi. Pensieri a ruota libera.</p>
<p>Non ho trovato fonti, da febbraio a questa parte: i blog di persone fisiche da me conosciute sembrano essersi arenati su una ristretta rosa di argomenti, quali &#8220;oh ma quanto sto male&#8221;, &#8220;oh ma che sfiga c&#8217;ho addosso&#8221;, &#8220;oh ma siete tutti brutti e cattivi&#8221;; in questo mare magnum di varie acredini e depressioni, spiccano sparute isole di banalità assortite — una fra tutte, quasi un eponimo del genere, <a href="http://zabriskie-matte.blogspot.com/" target="_new">Zabriskie Point</a> — che tuttavia non riescono a solleticarmi. Non so, questo ammosciamento generalizzato mi stupisce sempre. Tempo addietro mi sono trovato a commentare un <a href="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/Blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%212319.entry">post su The paradise city</a>, e ho continuato a pensarci sin&#8217;ora: vuoi perchè sono orgoglioso della mia prosa — ah, sia lode al mio ego! —, vuoi perché mi ha messo di fronte ad una situazione che, essendomi ogni giorno sotto gli occhi, mi è sempre sfuggita. In molti lamentano della morte civile che aleggia nelle nostre serate, in troppi raccontano con sguardo trasognato immortali nottate passate a Barcellona. In pochissimi si adoperano per dare una mossa alla propria vita: forse perchè questo richiede fantasia e applicazione, forse perchè occorre volontà. In effetti, è molto più comodo rimanere uguali a se stessi e traslarsi spazialmente in un luogo in cui ci si possa far portare dalla corrente, in cui la propria piattezza possa passare inosservata. Trovo sia un atteggiamento veramente vile nei confronti di se stessi.</p>
<p>Eppure mi sembra così naturale… coltivare degli interessi, parlarne in giro, inseguirli per tutt&#8217;Italia. Trascinarsi dietro qualcuno, in modo da ampliare anche gli interessi di tutti i propri conoscenti. <span style="font-style: italic;">Agire</span>, insomma, <span style="font-style: italic;">fare</span>. Ma è un discorso che cade nel vuoto. Molto più facile rimanere davanti al Mille, o al Balìn, o al Cafè de la Place, a bevacchiare e raccontarsi quella dall&#8217;uva, pianificando quell&#8217;unica settimana all&#8217;anno in cui inventarsi un nuovo vivere. Bello, per carità, simpatico e divertente, mi ci chiamo in mezzo anch&#8217;io: ma il fine settimana scorso ho conosciuto o reincontrato gente di Torino, Vicenza, Roma, Napoli, Catania. Ho parlato, ballato, riso. Ho pianificato viaggi, raccolto informazioni, imparato tecniche. E sono tornato a casa, sì nella morte civile, ma migliore e più completo: e la prossima volta sarà meglio, e ad ogni giro le possibilità di essere e rimanere felice aumenteranno di un poco. Perché altri non fanno scelte di questo genere? Perché annegarsi nell&#8217;inedia mentale?</p>
<p>Ecco cosa centrava Elio, all&#8217;inizio. Schiavi di abitudini insensate, sospinti da aspettative che verranno disattese per la propria incapacità di esibire una <span style="font-style:italic;">volontà</span>. In attesa di quella settimana di <cite>lieto ritornello, che non c&#8217;entra un cazzo, ma che piace ai giovani</cite>.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"L'assenzio", di Edgar Degas</h2><span>Seduti in quel caffè, a non pensare a nulla. <cite>E scappò via con la paura di arrugginire, il giornale di ieri lo dà morto arrugginito... I becchini ne raccolgono spesso, tra la gente che si lascia piovere addosso.</cite></span><center><img src="http://img457.imageshack.us/img457/2118/degasl27assenzio6cu.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>donne</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 19:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ravinsky]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno in tutto il resto del tempo. Cioè mentre vivevo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">Ravinsky - Racconti di salmastro</a></cite>.</small></div></div><p>I mesi di astinenza dalla scrittura mi hanno dato la carica, ed eccomi di nuovo a pigiar tasti sulla tastiera; con una differenza sostanziale rispetto al solito: non sto buttando giù belinate per quei tre cristi che mi stressano per farmi scrivere qui sopra, ma direttamente per l&#8217;Autore. È una sorta di lettera aperta, in cui ho intenzione di elencare una serie di miei ragionamenti; ragionamenti che, per altro, ho già esposto a voce ad un sacco di persone… a molti, ma non all&#8217;interessato: questo è il motivo per cui mi sento legittimato a scriverne qua sopra, ma nel caso desse fastidio sono pronto a cancellare il post, come del resto ho <a href="http://belinde.blogspot.com/2007/04/amici-che-parlano.html">già fatto</a> in passato.</p>
<p>Non ho mai letto il blog di Ravinsky sino ad oggi; cioè, ne lessi alcuni stralci ormai molti mesi fa, oserei dire <span style="font-style: italic;">una vita</span> fa, quando ancora aveva un&#8217;impostazione più marcatamente letteraria. Almeno, <span style="font-style: italic;">credo</span> sia così: sono riuscito a leggere soltanto gli ultimi due post, prima di farmi prendere dalla tristezza e cominciare a buttare giù queste righe.</p>
<p>Vi ricordate il mio sfogo sugli Afterhours di due giorni fa? Ecco, con questo potrei anche chiudere il discorso. Il mondo dipinto da Ravinsky usa gli Afterhours come colonna sonora, e trasuda un… come chiamarlo… un liquame condensato di mancanza di forza di volontà. E lo dico con la morte nel cuore, per quanto possa valere. Gli eventi, in quel luogo, <span style="font-style: italic;">accadono</span>, piovono dall&#8217;alto, e come pioggia si adagiano sui coprotagonisti della storia. Sono tutti coprotagonisti, <span style="font-style: italic;">tutti</span>! Un mondo dai tratti onirici, dove le persone tracciano la rotta della loro vita per puro moto browniano, e dove ogni anelito di volontà viene usato giusto per soffiare via uno smarrone dai pantaloni.</p>
<p>Ravinsky non lo capisco più. Ci fu un tempo in cui ero convinto che tra i due, il disadattato fossi io. Avevo grossi problemi a rapportarmi con le persone — non che ora siano scomparsi, i problemi… sono solo contenuti — e l&#8217;amicizia con Ravinsky mi ha migliorato sotto molti aspetti, molti dei quali credo siano rimasti inosservati a lui stesso; e ha tutta la mia gratitudine, per questo. Siamo stati — <span style="font-style: italic;">fummo</span> — in confidenza, fino ad un paio di anni fa, oggi non più. Non riesco ad andare oltre al buongiorno e buonasera; perché questo? Brutto dirlo… non riesco più a stimarlo. <span style="font-style: italic;">Non</span> per le sue scelte, no! Per le sue <span style="font-style: italic;">non</span>-scelte. Perché non gli vedo più il coraggio di prendere una decisione, specialmente quelle radicali, quelle che secondo me potrebbero portarlo verso una vita che gli piaccia vivere. Se io, in una situazione di pesante stress percepito, ho avuto il coraggio di dare una svolta radicale alla mia vita ed i miei progetti per il futuro (una scelta che per altro mi ha devastato finanziariamente, e che solo ultimamente promette un ritorno a quelli che avevo preso a considerare standard), perché lui non può? Perché si crogiola in questo stato di (cito letteralmente) &#8220;fallimento come progetto umano&#8221;? Perché non ci prova nemmeno, a riscriver<span style="font-style: italic;">si</span> il <span style="font-style: italic;">suo</span> progetto umano?</p>
<p>Questo discorso è stato affrontato più e più volte con un sacco di amici che abbiamo in comune, e tutte le volte lo si è concluso con un&#8217;alzata di spalle, e con me che ripetevo &#8220;non so cosa fare, per aiutarlo, perché mi pare che la sua sia una precisa scelta di vita, e non approvandola me ne disinteresso&#8221;. Ma alla lunga non ci riesco. Ti stiamo — <span style="font-style: italic;">ti stai</span> — lasciando indietro, Ravinsky, e più che guardarti con rattristata curiosità non so che fare.</p>
<p>Brutto post, questo. Probabilmente verrà pure misinterpretato, se non (speriamo di no) odiato. Le lettere aperte sono sempre un po&#8217; una buffonata, e io per primo non le ho mai capite, eppure questa volta mi è parsa adeguata; credo che i 4 o 5 lettori di questa pagina siano già tutti al corrente del mio pensiero, e mi pare sia grosso modo accettato e condiviso da tutti. Per questo scrivo qua: credo di non sbagliarmi, Ravinsky, affermando che questo post non l&#8217;ha scritto Belinde, ma è un coro; forse piccolo, ma è un coro.</p>
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		<title>Hai paura del buio?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 17:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
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		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolto insolitamente gli After. Ho trovato qualcosa di nuovo, in quelle che ho sempre reputato "nenie ossessive". Ci ho trovato la mia paura, un po' della mia paura, meglio. Ci vedo e sento l nero, solo il nero, solo il buio, dannzione. quel buio in cui ti riduci ad un coniglietto bianco, tenero e indifeso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%212038.entry">Ascolto insolitamente gli After. Ho trovato qualcosa di nuovo, in quelle che ho sempre reputato "nenie ossessive". Ci ho trovato la mia paura, un po' della mia paura, meglio. Ci vedo e sento l nero, solo il nero, solo il buio, dannzione. quel buio in cui ti riduci ad un coniglietto bianco, tenero e indifeso, del tutto inerme e in  balia del prossimo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%212038.entry">THE PARADISE CITY</a></cite>.</small></div></div><p>Si potrà pensare che ultimamente (ultimamente? ben strana concezione del tempo devo avere, visti i 5 mesi passati dall&#8217;ultimo mio post) mi limiti a leggere solo il blog della Vale; nulla di più falso, semplicemente negli ultimi mesi le mie fonti si sono o prosciugate, o piegate a risvolti intimisti che non ho nessuna voglia di esplorare, o mantenuti su ottimi livelli di banalità (talune volte per precipua scelta dell&#8217;Autore, ricordiamolo!).<br />
Cosa mi ha spinto a tornare una volta di più al succitato blog? Di sicuro non l&#8217;<span style="font-style: italic;">incipit</span> sugli Afterhours: ero, sono e rimarrò convinto siano degli incompetenti musicali, e aspetto con ansia di sapere i loro corpi sbranati da cani ed augelli, e i loro spiriti divorati da qualche oscura entità metafisica in stile lovecraftiano, e il loro ricordo disperso nelle sabbie del Tempo. Se lo meritano. Ma torniamo al dunque… Nella loro incapacità a creare una melodia degna di tal nome, gli Afterhours in effetti, come giustamente coglie la nostra Autrice, trasmettono (non <span style="font-style: italic;">esprimono</span>, ma <span style="font-style: italic;">trasmettono</span>) un senso di ansia e piccolezza dai connotati fortemente negativi; qui troviamo un altro dei motivi per cui non li sopporto, come non sopporto buona parte del panorama musicale rock o simil-rock italiano, ovvero la totale mancanza di volontà. Volontà di migliorarsi, di provare a migliorare chi ci circonda, di tentar di migliorare il mondo, di <span style="font-style: italic;">fare</span>, di <span style="font-style: italic;">tentare</span>. Un costante e continuo calar le braghe dinnanzi al fato avverso, un pratico arrendersi ad un cosiddetto disagio insanabile: con tutto il rispetto alla categoria (molte delle persone di mia conoscenza meritevoli di maggiore stima sono omosessuali), un comportamento <span style="font-style: italic;">da bulicci</span>.<br />
E cosa può venire fuori dall&#8217;incontro tra questo modo crepuscolare di affrontare la vita, ed un sistema più marcatamente volitivo come quello che caratterizza la cosiddetta &#8220;violenza&#8221;: &#8220;violento&#8221;, dal latino <span style="font-style: italic;">violentum</span>, derivato da <span style="font-style: italic;">Vis, robur</span>, ovverosia forza; un esternare la propria potenza a danno o detrimento di chi ci circonda. A cosa ci può portare questa allegra scampagnata alle radici della nostra lingua? a nulla. Proprio nulla. La violenza, a mio modesto parere, è insita nel concetto stesso di vita, e con questo possiamo cadere nel consueto vortice di banalità: mangio per non essere mangiato, <span style="font-style: italic;">mors tua vita mæa</span>, la legge della jungla, bla bla bla. Cazzate, per dirla con un francesismo mai desueto. L&#8217;esistenza stessa in quanto ente materiale implica una serie di effetti sull&#8217;ambiente circostante che si possono tranquillamente etichettare come violenza, più o meno inconscia. Pensiamo ai fermenti lattici, poveri cristi…</p>
<p><a href="http://www.shockdom.com/eriadan/?p=2692"><img style="display: block; width: 100%;" src="http://www.shockdom.com/eriadan/wp-content/uploads/2007/10/20071026.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>L&#8217;immagine qui sopra è su gentile quanto inconscia concessione di Eriadan. Chiarafalce, per chi non lo sapesse, è la Morte.<br />
Torniamo al nostro discorso. Credo che i problemi riscontrati dalla nostra Autrice, e torniamo alle consuete banalità, siano dovuti proprio alla non accettazione di questo fatto: la vita è una continua prevaricazione dei desideri di qualcun altro. Che poi ci sia gente che attua la sua volontà mediante delle metodiche opinabili, beh, questo è tutt&#8217;altro problema, e va affrontato con l&#8217;ausilio delle forze di pubblica sicurezza, beninteso, qualora reperibili! Ma (e qui ci ricolleghiamo agli Afterhours) la situazione precipita se alla violenza altrui non ho da contrapporle un&#8217;adeguata forza di volontà mia, e la forza di volontà la posso esercitare solo mediante piccole e continue affermazioni della stessa: se sono abituato a chinare il capo di fronte ad ogni avversità, piangendo i difetti di una società che pare odiarmi, ben difficilmente riuscirò ad uscire indenne da un incontro con qualcuno che mi vuole infilare la testa nella tazza del water, metaforicamente o realmente che sia; certo, nel secondo caso la dialettica non mi aiuterà molto, ma senz&#8217;altro mi permetterà di uscire dalla disavventura sano di mente e non sull&#8217;orlo di una crisi di nervi. Con questo non voglio assolutamente fare richiami all&#8217;esperienza dell&#8217;Autrice, sto parlando in termini completamente generici.</p>
<p>Tutto questo per dire cosa? Nulla, come i più arguti avranno già capito. Solo una cosa mi sento di affermare con decisione: dall&#8217;ascolto degli Afterhours non può venire nulla di buono.</p>
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