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	<title>Lo stilita migratore &#187; ethika fon ethica</title>
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	<description>Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.</description>
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		<title>Horror vacui</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 20:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Specchi e riflessi]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>
		<category><![CDATA[non di solo pane]]></category>

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		<description><![CDATA[“Hai visto?”, dice. “Ne han fatta un’altra“. Chi? Dice: “Quelli là, quelli del CICAP. Brutta gente”. Uh? Dice: “Fanatici razionalisti”. Ussignur, che c’è di male a essere razionalisti? Dice: “Non si può”. Ah, no? “No”, dice. “Ché si perde tutta la poesia”. Non capisco. “Ma sì, la poesia della realtà”, dice. Continuo a non capire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://www.stukhtra.it/?p=2407">“Hai visto?”, dice. “Ne han fatta un’altra“. Chi?
Dice: “Quelli là, quelli del CICAP. Brutta gente”. Uh?
Dice: “Fanatici razionalisti”. Ussignur, che c’è di male a essere razionalisti?
Dice: “Non si può”. Ah, no?
“No”, dice. “Ché si perde tutta la poesia”. Non capisco.
“Ma sì, la poesia della realtà”, dice. Continuo a non capire.
Dice: “Ma scusa, se quelli là verificano tutto…”. Embé?
“…se verificano tutto”, dice, “dove finisce lo sguardo incantato?”. Cominciano a girarmi. Che c’entrano lo sguardo incantato e la poesia e…?
Dice: “C’entrano eccome! Tu guardi le stelle e pensi che influenzano la tua vita… il macrocosmo e il microcosmo si toccano attraverso le energie sottili… e ti senti parte del Tutto e…”. Stronzate.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://www.stukhtra.it/?p=2407">Stukhtra</a></cite>.</small></div></div><p>Più volte &#8212; troppe volte &#8212; mantenendo questo blog mi sono trovato nella fastidiosissima situazione di voler scrivere qualcosa ma realizzare di non aver nulla da dire: a volte ho trovato un <em>escamotage</em> per dire qualche banalità e parlare subito dopo del problema della mancanza di contenuti (producendo quindi un <em>forbito polpettone di nulla</em>, secondo la nomenclatura di un mio amico), altre volte mi sono limitato a fissare questo editor vuoto per alcuni minuti e gettare la spugna, per ributtarmi nel vorticoso fluire di una vita monotòna e tranquilla. Ora la situazione non è certo differente: ho prodotto un <em>incipit</em> non certo memorabile, sperando che potesse pasturare il campo e attirare pensieri più corposi, ma se pur la speranza è l&#8217;ultima a morire bisognerebbe comunque evitare l&#8217;accanimento terapeutico.</p>
<p>Fallito l&#8217;approccio &#8220;provatela che magari ti va bene&#8221; cerco di attuare una strategia più rigorosa e squisitamente scientifica: analizzare la situazione per capire quale sia stato l&#8217;evento scatenate di questo ennesimo bisogno di comunicare. Uso l&#8217;indicativo presente con il precipuo scopo di confondere il lettore, perché in realtà il progetto sopra esposto non è uno strumento per ottenere un <em>concept</em> bensì un mezzo per raggiungere uno scopo e la sua elucubrazione non è avvenuta contestualmente all&#8217;atto dello scrivere &#8212; come il tempo verbale darebbe ad intendere &#8212; ma si può situare nello spazio bianco tra questo paragrafo e il precedente. Ma abbandoniamo questo inutile gioco di introspezione del testo e introduciamo il concetto che l&#8217;opinabile figura retorica voleva esprimere: su chi posso scaricare la colpa di avermi ridato il prurito alle dita.</p>
<p>Da qualche tempo seguo su Facebook una pagina che mi sta dando molte soddisfazioni: <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/Cinismo-mon-amour/122660451083368" target="_blank">Cinismo mon amour</a>; per chi non voglia, non possa o non debba avventurarsi tra le pagine di FB posso dire essere sostanzialmente una raccolta di aforismi e <em>divertissement</em> squisitamente dissacranti e, manco a dirlo, cinici. Una pagina dai contenuti talmente ben scelti da riuscire a scardinarmi dal mio consueto stato di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lurker" target="_blank">lurkeraggio</a> e farmi scrivere qualche commento qua e là. Una pagina talmente ben scritta da farmi nascere il desiderio di produrre qualcosa che potesse finire lì sopra, maledizione. Ma come succede sempre quando un tuo amico sta impostando i volumi del microfono e ti dice all&#8217;improvviso &#8220;di&#8217; qualcosa&#8221;, l&#8217;afasia diventa tua compagna fino a quando non ti dice &#8220;va bene l&#8217;<em>uno due tre prova</em>&#8220;; ed eccomi qua, frustrato perché ti sembra che Wilde, Twain, Churchill e compagnia cantante abbiano detto tutto quello che c&#8217;era da dire, e te rimani lì a masticare delle banalità che normalmente non etichetteresti nemmeno come &#8220;facezie&#8221;.</p>
<p>Lo stacco di paragrafo dovrebbe ormai avervi fatto capire che mi sono soffermato a pensare al seguito. Un&#8217;ennesima pulsione introspettiva (e il prossimo passo sarà una colonscopia, se non mi fermo) mi ha portato a pensare alle meccaniche con cui produco, parlando, le mie solite freddure e battute varie, realizzando come, in larga misura, mi limiti ad attingere ad un grosso serbatoio di roba già vista o letta mischiandola e attualizzandola; il che sarebbe indubbiamente positivo, se fosse solo un completamento della produzione, ma sfortunatamente è preponderante. E fa sempre un po&#8217; male, quando ti rendi conto di non sapere fare bene una cosa che invece pensavi di dominare egregiamente.</p>
<p>Ma tutto questo elucubrare, alla resa dei conti, mi porta qualcosa di buono? No, decisamente no. Non sarà certo grazie ad una maggiore autocoscienza che riuscirò a superare i miei (evidenti) limiti. Rimarrà tutto una &#8212; e passatemi il francesismo &#8212; sega mentale, con l&#8217;unico effetto positivo dato dall&#8217;aver riempito un vuoto comunicativo che durava da un sei mesi circa (dovrei controllare, ma credo sia la pausa più lunga che mi sia mai preso). Forse porterà qualche sparuto visitatore, giusto perché ho intenzione di notificare l&#8217;esistenza di questa pagina a colei che a quanto dice è la creatrice di <em>Cinismo mon amour</em> (a te, solo a te, un piccolo inciso: <strong>non</strong> ti sto chiedendo di far girare il link, nè in maniera implicita nè esplicita: sei citata, andavi informata, punto. Poi, ovviamente, fai come ti pare), ma nulla di più. Alla fine qualcosa da dire salterà fuori… non c&#8217;è da fasciarsi la testa: come diceva un tale, &#8220;la situazione è grave, ma non è seria&#8221;.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"I mangiatori di patate", di Vincent Van Gogh</h2><span>Ho sempre pensato che la conversazione languisse un po', a questa tavola.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2010/06/mangiatoripatate-300x216.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un pomeriggio da orsi</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 06:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fra cielo e terra]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto che vi sono mancata :P. E che in effetti state tutti lì a chiedervi come sia andato il mio incontro ravvicinato con l’orso. Donc. Vediamo di andare con ordine. La partenza è stata alle 15.30, con un bel sole. Il programma prevedeva arrampicata fin su ad un rifugio a circa 1800 mt di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://www.liciatroisi.it/blog/2008_08_22/un-pomeriggio-da-orsi/">Ho visto che vi sono mancata :P. E che in effetti state tutti lì a chiedervi come sia andato il mio incontro ravvicinato con l’orso.
Donc. Vediamo di andare con ordine.
La partenza è stata alle 15.30, con un bel sole. Il programma prevedeva arrampicata fin su ad un rifugio a circa 1800 mt di altezza, appostamento, cena frugale con salame e formaggio, e discesa a valle la sera, per rientrare alle 22.30 in albergo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://www.liciatroisi.it/blog/2008_08_22/un-pomeriggio-da-orsi/">FRA CIELO E TERRA</a></cite>.</small></div></div><p>Post scritto stranamente, in treno, senza la possibilitá di seguire l&#8217;intervento originale &#8212; per altro letto una sola volta e di sfuggita. Come sono aduso in casi come questo, mi riprometto di completare e correggere eventuali baggianate in un secondo tempo.</p>
<p>Un altro blog curato da qualcuno al di fuori della ristretta cerchia degli amici; Licia Troisi, autrice di una serie di libri (le saghe della terra del vento, per capirsi) che ho giá consigliato fino alla nausea, tiene un diario che seguo con costanza. Ultimamente è stata in vacanza al Parco d&#8217;Abruzzo, il che ha generato una piccola serie di interventi che, al solito, mi hanno fatto pensare. Anzi, mi hanno un pelo infastidito, pur condividendoli pienamente, a causa del tono con cui sono stati scritti.</p>
<p>Immaginiamo di prendere una &#8220;cittadina&#8221; dotata di una certa sensibilitá e posarla in mezzo ad una zona boschiva popolata &#8212; si dice (lo so che ci sono, è solo per retorica) &#8212; da animali con una carica archetipica notevole, quali lupi e orsi. Le diciamo che ci sono e immediatamente il bosco si tinge di tonalitá più cupe; diventa alieno. Ora, forse il fatto di esserci nato e cresciuto, in un bosco, me lo fa vedere sotto un&#8217;ottica particolare, ma proprio non capisco il senso di &#8220;timore ancestrale&#8221; che Licia esterna.</p>
<p>Anche da bambino giravo nel bosco; di notte avevo paura, ma quella paura irrazionale che provo tutt&#8217;ora quando esco da una stanza buia&#8230; Il bosco era il bosco, i suoi rischi erano gli stessi che di giorno, animali pericolosi non ce n&#8217;erano se non in casi particolari facilmente evitabili; vi cammini dentro esattamente come in qualsiasi altro ambiente che richieda attenzione, con rispetto ma non timore/meraviglia. Lo stesso con gli animali: li osservi perché sono belli, e li misuri in relazione a te e al tuo spazio. È questo, alla resa dei conti, che mi ha infastidito: che Licia esalta un millantato ritrovato contatto con una natura che reputa purtuttavia inconoscibile, mentre a parer mio quel ritrovato contatto è proprio misura di quanto sia ancora lontana dall&#8217;averlo realmente. Insomma, per dirla semplice, credo si abbia un buon rapporto con la natura quando tra i primi pensieri che ti vengono in mente quando incroci qualche animale c&#8217;è &#8220;sono in un buon posto per non farmi incornare?&#8221;; assicuratisi la via di fuga, ci si può dedicare alla contemplazione. Se non segui questa sequenza, vuol dire che non ti sei ancora rapportato con l&#8217;ambiente circostante e lo osservi come fosse una cartolina&#8230; E una cartolina, per forza di cose, non può trasmettere tutto: da qui il senso di inconoscibilitá, alienazione and so on.</p>
<p>Con questo non voglio dire &#8220;io sono figo e lei no&#8221;: solo voglio sottolineare quanto la vita civile allontani dalle radici della stessa civiltà, in modi sottili ma marcati, al punto che, posti di fronte a qualcosa che non siamo più in grado di comprendere, possiamo descriverlo solo mediante espedienti letterari (ehi, alla fine è pur sempre una scrittrice!), ovvero finzione.</p>
<p>Detto questo, posso finalmente affermare che la invidio un casino perché in Abruzzo non ci sono mai stato, e se ci andassi vorrei anch&#8217;io andare alla ricerca di lupi e orsi, e passeggiare nella foresta all&#8217;imbrunire, appostarmi su crinali ventosi&#8230; Non glielo perdono, voglio andarci anch&#8217;io.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>Piccola nota di colore: sto arrivando a Milano Centrale; ci sono strade, e case, e ho provato paura e straniamento, ci sono cose sconosciute fuori dal finestrino, e spazi inesplorati. Voglio un bosco.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"Predica di San Francesco agli uccelli", di Giotto di Bondone</h2><span>Un raro esempio di due possibilità diametralmente opposte: o il signor Francesco era in perfetta comunione con gli animali, in modo da potervi addirittura comunicare; oppure, ma qua la Chiesa mi bastona, era talmente preso nel suo discorso da non capire l'assoluto disinteresse degli uccelli stessi.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2008/08/storia_arte05.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Filosofia spicciola della Campus, Parte 3</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 12:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[CaMpUs]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[A furia di leccare, i fondoschiena si consumano. Meditate, gente, meditate.Tratto da CaMpUs.Continua la meritoria quanto inopportuna opera di evangelizzazione popolare intrapresa nelle ultime settimane dalla giovane e promettente CaMpUs (d&#8217;ora innanzi rinominata in Campus, perché ho di meglio da fare nella vita che non consumarmi le dita sul tasto Shift). Dopo essersi cimentata nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://alesvideoblog.blogspot.com/2008/05/filosofia-spicciola-della-campus-parte_27.html">A furia di leccare, i fondoschiena si consumano.
Meditate, gente, meditate.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://alesvideoblog.blogspot.com/2008/05/filosofia-spicciola-della-campus-parte_27.html">CaMpUs</a></cite>.</small></div></div><p>Continua la meritoria quanto inopportuna opera di evangelizzazione popolare intrapresa nelle ultime settimane dalla giovane e promettente CaMpUs (d&#8217;ora innanzi rinominata in Campus, perché ho di meglio da fare nella vita che non consumarmi le dita sul tasto Shift). Dopo essersi cimentata nelle imprese più disparate e disperate, dalla conquista del mondo a quella del suo essere donna, si lancia a corpo morto nell&#8217;esposizione epigrammatica di banali ovvietà, nella quanto mai fallace speranza che l&#8217;esporle in forma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Koan">k?an</a> ne possa innalzare il contenuto etico e morale al di sopra delle frasette dei baci perugina.</p>
<p>Il post in oggetto è già il terzo della serie, il che fa temere a molti che la pubblicazione di queste perle (se di saggezza o di Guttalax sta al lettore decidere) possa continuare ad libitum. Inutile negarlo, probabilmente si tratta del punto qualitativamente più basso mai raggiunto dalla produzione campusiana: la scontatezza dei contenuti, il ritmo dell&#8217;esposizione, la cura nella scelta dei vocaboli… tutto da a pensare che il blog stia giungendo ad una naturale morte per inedia mentale dell&#8217;Autrice. Forse sta rivolgendo la sua attenzione ad argomenti di maggiore levatura intelettuale, o forse ha riscoperto la sua collezione di <span style="font-style:italic;">Cioè</span> e ha deciso di riaprire l&#8217;abbonamento.</p>
<p>Nulla possiamo fare noi, poveri lettori impotenti, <span style="font-style:italic;">rari nantes</span> nelle tempeste cerebrali post-adolescenziali fanatic-intelletual-populiste dell&#8217;Autrice, se non chinare il capo e attendere che anche questo periodo sia passato. Certo, forse potremmo analizzare con calma anche questi post confidando che, sotto la ruvida scorza della grettezza campusiana, si nasconda un cuore di concetti mirabile e degno di attenzione; ma, con maggiore concretezza, possiamo basarci sulla teoria per la quale se voglio un cuore morbido allora mi mangio un Ferrero Rocher.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"La scuola di Atene", di Raffaello Sanzio <i>(dettaglio)</i></h2><span>Questa volta, ovviamente, l'accostamento è per contrapposizione. Mi sembrava giusto spiegarlo, onde evitare inutili fraintendimenti…</span><center><img src="http://farm1.static.flickr.com/125/416735214_b17674b1a2.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nubi di ieri sul nostro domani odierno</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 13:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Specchi e riflessi]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
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		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando c'ho la ragazza faccio la conchetta per sentirmi il fiato, sto vent'anni in bagno, penso che si chiava, dopo non si chiava e non mi lavo più. Cerco nelle mie narici una testimonianza delle mie radici, ma vi trovo un fico e lo dovrò spalmare sotto qualche banco, come in gioventù. Questi sono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://www.elioelestorietese.it/?page=disco/brano&amp;id_prodotto=96&amp;id_brano=166">Quando c'ho la ragazza faccio la conchetta per sentirmi il fiato,
sto vent'anni in bagno, penso che si chiava, dopo non si chiava e non mi lavo più.
Cerco nelle mie narici una testimonianza delle mie radici, ma vi trovo un fico e lo dovrò spalmare
sotto qualche banco, come in gioventù.
Questi sono i miei costumi, vendo paralumi, siete come me.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://www.elioelestorietese.it/?page=disco/brano&amp;id_prodotto=96&amp;id_brano=166">Elio E Le Storie Tese</a></cite>.</small></div></div><p>L&#8217;avete letta e riconosciuta, adorata o disprezzata, ma non ne siete rimasti indifferenti. E se anche non l&#8217;aveste mai sentita, sono sicuro che sin&#8217;ora non avrete mai dormito tra due guanciali. Per quale motivo è finita su questo blog? Solo per attirare l&#8217;attenzione dei lettori: mi scuso di conseguenza con chiunque arrivi qui alla ricerca dei testi di Elio.</p>
<p>Niente commento, oggi. Pensieri a ruota libera.</p>
<p>Non ho trovato fonti, da febbraio a questa parte: i blog di persone fisiche da me conosciute sembrano essersi arenati su una ristretta rosa di argomenti, quali &#8220;oh ma quanto sto male&#8221;, &#8220;oh ma che sfiga c&#8217;ho addosso&#8221;, &#8220;oh ma siete tutti brutti e cattivi&#8221;; in questo mare magnum di varie acredini e depressioni, spiccano sparute isole di banalità assortite — una fra tutte, quasi un eponimo del genere, <a href="http://zabriskie-matte.blogspot.com/" target="_new">Zabriskie Point</a> — che tuttavia non riescono a solleticarmi. Non so, questo ammosciamento generalizzato mi stupisce sempre. Tempo addietro mi sono trovato a commentare un <a href="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/Blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%212319.entry">post su The paradise city</a>, e ho continuato a pensarci sin&#8217;ora: vuoi perchè sono orgoglioso della mia prosa — ah, sia lode al mio ego! —, vuoi perché mi ha messo di fronte ad una situazione che, essendomi ogni giorno sotto gli occhi, mi è sempre sfuggita. In molti lamentano della morte civile che aleggia nelle nostre serate, in troppi raccontano con sguardo trasognato immortali nottate passate a Barcellona. In pochissimi si adoperano per dare una mossa alla propria vita: forse perchè questo richiede fantasia e applicazione, forse perchè occorre volontà. In effetti, è molto più comodo rimanere uguali a se stessi e traslarsi spazialmente in un luogo in cui ci si possa far portare dalla corrente, in cui la propria piattezza possa passare inosservata. Trovo sia un atteggiamento veramente vile nei confronti di se stessi.</p>
<p>Eppure mi sembra così naturale… coltivare degli interessi, parlarne in giro, inseguirli per tutt&#8217;Italia. Trascinarsi dietro qualcuno, in modo da ampliare anche gli interessi di tutti i propri conoscenti. <span style="font-style: italic;">Agire</span>, insomma, <span style="font-style: italic;">fare</span>. Ma è un discorso che cade nel vuoto. Molto più facile rimanere davanti al Mille, o al Balìn, o al Cafè de la Place, a bevacchiare e raccontarsi quella dall&#8217;uva, pianificando quell&#8217;unica settimana all&#8217;anno in cui inventarsi un nuovo vivere. Bello, per carità, simpatico e divertente, mi ci chiamo in mezzo anch&#8217;io: ma il fine settimana scorso ho conosciuto o reincontrato gente di Torino, Vicenza, Roma, Napoli, Catania. Ho parlato, ballato, riso. Ho pianificato viaggi, raccolto informazioni, imparato tecniche. E sono tornato a casa, sì nella morte civile, ma migliore e più completo: e la prossima volta sarà meglio, e ad ogni giro le possibilità di essere e rimanere felice aumenteranno di un poco. Perché altri non fanno scelte di questo genere? Perché annegarsi nell&#8217;inedia mentale?</p>
<p>Ecco cosa centrava Elio, all&#8217;inizio. Schiavi di abitudini insensate, sospinti da aspettative che verranno disattese per la propria incapacità di esibire una <span style="font-style:italic;">volontà</span>. In attesa di quella settimana di <cite>lieto ritornello, che non c&#8217;entra un cazzo, ma che piace ai giovani</cite>.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"L'assenzio", di Edgar Degas</h2><span>Seduti in quel caffè, a non pensare a nulla. <cite>E scappò via con la paura di arrugginire, il giornale di ieri lo dà morto arrugginito... I becchini ne raccolgono spesso, tra la gente che si lascia piovere addosso.</cite></span><center><img src="http://img457.imageshack.us/img457/2118/degasl27assenzio6cu.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>E il prossimo anno al Festivalbar</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 18:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[I gatti senz'altro si arrangerebbero]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so che di solito è buona regola adoperarsi in uno straccio di introduzione, ma qui la constatazione è cristallina: la Ferrero è un pozzo di pessime meraviglie. Vi sottoporrò oggi, se vorrete, la scenetta preparata per Kinder Delice, che ha per protagonisti una madre che in un recente passato era segretaria di Hugh Hefner, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://leuovadelnonno.splinder.com/post/16004074/E+il+prossimo+anno+al+Festival">Lo so che di solito è buona regola adoperarsi in uno straccio di introduzione, ma qui la constatazione è cristallina: la Ferrero è un pozzo di pessime meraviglie.

Vi sottoporrò oggi, se vorrete, la scenetta preparata per Kinder Delice, che ha per protagonisti una madre che in un recente passato era segretaria di Hugh Hefner, un ragazzino con la faccia da schiaffi e la sua band di marmocchi, che guardando TRL tutti i pomeriggi hanno capito che con un paio di filastrocche composte con l'ausilio delle letterine magnetiche (o di quelle dello Scarabeo, qualora voleste cimentarvi) chiunque ha i suoi tre minuti Woodstock.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://leuovadelnonno.splinder.com/post/16004074/E+il+prossimo+anno+al+Festival">I gatti senz'altro si arrangerebbero</a></cite>.</small></div></div><p><cite>…non ci si può bagnare<br />
due volte nello stesso fiume<br />
nè prevedere<br />
i cambiamenti di costume…</cite></p>
<p>Quanta saggezza. Per i soliti illetterati, notifico la citazione di Battiato in <a href="http://www.battiato.it/discografia/anni90/imboscata.htm#passaggio">&#8220;Di passaggio&#8221;</a>, sperando di non dover spiegare i perché ed i percome di questo <span style="font-style:italic;">incipit</span>. I più accorti di voi si saranno accorti che sto citando un blog di un perfetto sconosciuto. I più sognatori lo crederanno un primo passo verso nuovi e fulgidi orizzonti. Personalmente non do peso alla cosa: il blog citato è, a mio parere, semplicemente delizioso, umanamente condivisibile, e pubblica in un momento di stanca degli aggiornamenti dei miei amici. Poi vabbè, amici.</p>
<p>Vediamo di spendere due parole per inquadrare il blog sotto esame; quante volte ci siamo basiti di fronte ad uno spot che dipinge scene di vita di popolazioni sì umanoidi ma che nulla hanno a che spartire con la nostra razza? Esseri luminosi e trascendenti, che raggiungono inviolate vette di pace e piacere soltanto cambiando la saponetta del cesso, o che perseguono (perseguitano) l&#8217;unità familiare grazie alle sottilette Kraft. Sì, li abbiamo guardati, li abbiamo ascoltati, ma non li abbiamo compresi: la Storia ci insegna che a questo punto dovremmo crocifiggerli. Il mai abbastanza lodato Jonlooker sembra perseguire questo obiettivo, ma vista la cronica carenza di legname si accontenta della cosiddetta &#8220;gogna mediatica&#8221;, che all&#8217;atto pratico è anche molto più economica. Scrive bene, scorrevole e discorsivo. Segue gli stessi ragionamenti che grosso modo qualsiasi essere pluricellulare fa di fronte alla televisione moderna, il che, come abbiamo già notato, porta a conseguenze grottesche; il che viene impreziosito da un&#8217;attenzione al dettaglio ragguardevole che porta all&#8217;attenzione minuzie sfuggite senz&#8217;altro ai più (che diavolo, quella frase, <span style="font-style:italic;">latte e cacao si scontrano a secchiate e un magma marrone soffoca un innocente rettangolo di pan di spagna</span> mi ha fatto venire un ictus!).</p>
<p>Non voglio approfondire più di tanto, perché questa volta sto scrivendo un post <span style="font-style:italic;">pro</span> piuttosto che <span style="font-style:italic;">contro</span>. Semplicemente mi faceva piacere pubblicizzare un lavoro che sto seguendo e che mi sta piacendo (e che stimo un sacco, vista la frequenza di aggiornamento. Ogni volta che mi cade l&#8217;occhio sul Cronopuntatore a sinistra verso una segreta lacrima, poi alzo le spalle e continuo serenamente a vivere la mia vita). Insomma, non giriamoci in giro, dovreste iniziare a leggere con continuità il blog di Jonlooker; personalmente vi consiglio di iniziare da <a href="http://leuovadelnonno.splinder.com/post/15839321/Appunti+sparsi+tra+il+pranzo+e">Appunti sparsi tra il pranzo e la cena</a>, giusto per entrare in atmosfera, ma poi dove si finisce si finisce e si trova sempre del buono. Poi, se per caso vi avanza tempo, fate un salto anche sul blog di <a href="http://www.shockdom.com/eriadan/">Eriadan</a>, attraverso il quale l&#8217;ho conosciuto e dal quale ho attinto <a href="http://belinde.blogspot.com/2007/11/hai-paura-del-buio.html">in passato</a>. Poi, ancora, spegnete tutto e vedete di fare (finalmente) qualcosa di produttivo.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"American Gothic", di Grant Wood</h2><span>Non propriamente l'apoteosi del consumismo.</span><center><img src="http://www.silenzi.com/media/blogs/Silenzi.com/american_gothic.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scrivo 2, leggi 1</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 13:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[CaMpUs]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[E' una sorta di offerta come quelle del supermercato, i famosi prendi 2 e paghi 1. Questo però non è il discount sotto casa, si tratta solo di 2 post in 1, perché mi è venuta l'ispirazione x due cose contemporanteamente.Tratto da CaMpUs.Sto scivolando verso la prostituzione: me la menano di scrivere, e io scrivo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://alesvideoblog.blogspot.com/2007/12/scrivo-2-leggi-1.html">E' una sorta di offerta come quelle del supermercato, i famosi prendi 2 e paghi 1. Questo però non è il discount sotto casa, si tratta solo di 2 post in 1, perché mi è venuta l'ispirazione x due cose contemporanteamente.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://alesvideoblog.blogspot.com/2007/12/scrivo-2-leggi-1.html">CaMpUs</a></cite>.</small></div></div><p>Sto scivolando verso la prostituzione: me la menano di scrivere, e io scrivo. Credo organizzerò un pulsante per effettuare donazioni, oboli <span style="font-style: italic;">et similia</span> direttamente dall&#8217;homepage; magari passerò casa per casa col cappello in mano, oppure — più probabilmente — minaccerò qualcuno per farmi pagare da bere al Mille…</p>
<p>Ma torniamo — o arriviamo, più correttamente — al post in questione. L&#8217;immaginazione dell&#8217;Autrice ha la stessa prolificità dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rabbits_in_Australia">conigli australiani</a>, e lo stesso impatto nefasto sull&#8217;uomo e sull&#8217;ambiente. Ogni seppur piccolo stimolo avuto dalla sua per altro comunissima vita viene visto come scusante per gettarsi a capofitto nella stesura di un nuovo pezzo. Questa volta il suo sguardo da irrancidita zitella asburgica viene calamitato da due categorie di derelitti della società occidentale: i lavoratori da call-center e gli emo. È un interessante accostamento, poiché permette di conforntare chi per costrizione esterna deve mancare di volontà e chi ne manca per sua propria scelta. Ma non parliamo di questo, che potrebbe assomigliare ad un discorso interessante e sensato, piuttosto concentriamo la nostra attenzione su dettagli del tutto secondari quali lo stile e l&#8217;esposizione del pezzo…</p>
<p>Il post è di insospettabilmente buona lettura. Sembra quasi che prima di scrivere ci abbia realmente pensato. Certo, la sua visione del mondo rimane molto ristretta, e questo è commisuato dal fatto che la sua comprensione umana per i poveri telefonisti  cessa qualora l&#8217;Autrice stia soddisfando i suoi più bassi istinti (<span style="font-style:italic;">qalunque cosa</span> stesse facendo in bagno con le braghe calate, da sola o in compagnia che fosse, è un basso istinto). Insomma, il reale messaggio che ci vuole trasmettere è questo: <span style="font-style:italic;">&#8220;sono molto comprensiva, tranne quando ho le braghe calate&#8221;</span>. Che è lievemente differente da quanto esprime nella seconda parte del post, quella sugli emo: <span style="font-style:italic;">&#8220;sarei anche molto comprensiva, ma mi fate </span>veramente<span style="font-style:italic;"> calare le braghe!&#8221;</span>.</p>
<p>Per il resto, non c&#8217;è molto da dire. Il post si conclude con le consuete e ritrite domande sulla natura degli emo, e con la promessa di lanciarsi in un video-risposta ormai atteso con impazienza da grandi e piccini. Nulla di che, quindi, ma si spera che con questo la mia vita su messenger possa tornare a svolgersi senza rotture di balle eccessive (chi ha da capire ha capito).</p>
<p>Un&#8217;ultima cosa: la grafica usata nel blog, è quanto di più orrendo ed illeggibile sia mai stato creato, e mi dolgo amaramente di avere contribuito a quell&#8217;agonia del buon gusto e dei principi di impaginazione che ora è. Auspico un futuro di cecità a tutti i fruitori del blog di cui in oggetto, in modo da permettergli in futuro l&#8217;utilizzo di browser braille che pietosamente impediscano l&#8217;osservazione dello sfondo. Che il Signore o chi per esso abbia pietà della mia mano che produsse quello sfondo.</p>
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		<title>donne</title>
		<link>http://belinde.net/critiche/ravinsky/donne/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 19:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ravinsky]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno in tutto il resto del tempo. Cioè mentre vivevo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">Ravinsky - Racconti di salmastro</a></cite>.</small></div></div><p>I mesi di astinenza dalla scrittura mi hanno dato la carica, ed eccomi di nuovo a pigiar tasti sulla tastiera; con una differenza sostanziale rispetto al solito: non sto buttando giù belinate per quei tre cristi che mi stressano per farmi scrivere qui sopra, ma direttamente per l&#8217;Autore. È una sorta di lettera aperta, in cui ho intenzione di elencare una serie di miei ragionamenti; ragionamenti che, per altro, ho già esposto a voce ad un sacco di persone… a molti, ma non all&#8217;interessato: questo è il motivo per cui mi sento legittimato a scriverne qua sopra, ma nel caso desse fastidio sono pronto a cancellare il post, come del resto ho <a href="http://belinde.blogspot.com/2007/04/amici-che-parlano.html">già fatto</a> in passato.</p>
<p>Non ho mai letto il blog di Ravinsky sino ad oggi; cioè, ne lessi alcuni stralci ormai molti mesi fa, oserei dire <span style="font-style: italic;">una vita</span> fa, quando ancora aveva un&#8217;impostazione più marcatamente letteraria. Almeno, <span style="font-style: italic;">credo</span> sia così: sono riuscito a leggere soltanto gli ultimi due post, prima di farmi prendere dalla tristezza e cominciare a buttare giù queste righe.</p>
<p>Vi ricordate il mio sfogo sugli Afterhours di due giorni fa? Ecco, con questo potrei anche chiudere il discorso. Il mondo dipinto da Ravinsky usa gli Afterhours come colonna sonora, e trasuda un… come chiamarlo… un liquame condensato di mancanza di forza di volontà. E lo dico con la morte nel cuore, per quanto possa valere. Gli eventi, in quel luogo, <span style="font-style: italic;">accadono</span>, piovono dall&#8217;alto, e come pioggia si adagiano sui coprotagonisti della storia. Sono tutti coprotagonisti, <span style="font-style: italic;">tutti</span>! Un mondo dai tratti onirici, dove le persone tracciano la rotta della loro vita per puro moto browniano, e dove ogni anelito di volontà viene usato giusto per soffiare via uno smarrone dai pantaloni.</p>
<p>Ravinsky non lo capisco più. Ci fu un tempo in cui ero convinto che tra i due, il disadattato fossi io. Avevo grossi problemi a rapportarmi con le persone — non che ora siano scomparsi, i problemi… sono solo contenuti — e l&#8217;amicizia con Ravinsky mi ha migliorato sotto molti aspetti, molti dei quali credo siano rimasti inosservati a lui stesso; e ha tutta la mia gratitudine, per questo. Siamo stati — <span style="font-style: italic;">fummo</span> — in confidenza, fino ad un paio di anni fa, oggi non più. Non riesco ad andare oltre al buongiorno e buonasera; perché questo? Brutto dirlo… non riesco più a stimarlo. <span style="font-style: italic;">Non</span> per le sue scelte, no! Per le sue <span style="font-style: italic;">non</span>-scelte. Perché non gli vedo più il coraggio di prendere una decisione, specialmente quelle radicali, quelle che secondo me potrebbero portarlo verso una vita che gli piaccia vivere. Se io, in una situazione di pesante stress percepito, ho avuto il coraggio di dare una svolta radicale alla mia vita ed i miei progetti per il futuro (una scelta che per altro mi ha devastato finanziariamente, e che solo ultimamente promette un ritorno a quelli che avevo preso a considerare standard), perché lui non può? Perché si crogiola in questo stato di (cito letteralmente) &#8220;fallimento come progetto umano&#8221;? Perché non ci prova nemmeno, a riscriver<span style="font-style: italic;">si</span> il <span style="font-style: italic;">suo</span> progetto umano?</p>
<p>Questo discorso è stato affrontato più e più volte con un sacco di amici che abbiamo in comune, e tutte le volte lo si è concluso con un&#8217;alzata di spalle, e con me che ripetevo &#8220;non so cosa fare, per aiutarlo, perché mi pare che la sua sia una precisa scelta di vita, e non approvandola me ne disinteresso&#8221;. Ma alla lunga non ci riesco. Ti stiamo — <span style="font-style: italic;">ti stai</span> — lasciando indietro, Ravinsky, e più che guardarti con rattristata curiosità non so che fare.</p>
<p>Brutto post, questo. Probabilmente verrà pure misinterpretato, se non (speriamo di no) odiato. Le lettere aperte sono sempre un po&#8217; una buffonata, e io per primo non le ho mai capite, eppure questa volta mi è parsa adeguata; credo che i 4 o 5 lettori di questa pagina siano già tutti al corrente del mio pensiero, e mi pare sia grosso modo accettato e condiviso da tutti. Per questo scrivo qua: credo di non sbagliarmi, Ravinsky, affermando che questo post non l&#8217;ha scritto Belinde, ma è un coro; forse piccolo, ma è un coro.</p>
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		<title>Hai paura del buio?</title>
		<link>http://belinde.net/critiche/the-paradise-city/hai-paura-del-buio/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 17:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[The paradise city]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolto insolitamente gli After. Ho trovato qualcosa di nuovo, in quelle che ho sempre reputato "nenie ossessive". Ci ho trovato la mia paura, un po' della mia paura, meglio. Ci vedo e sento l nero, solo il nero, solo il buio, dannzione. quel buio in cui ti riduci ad un coniglietto bianco, tenero e indifeso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%212038.entry">Ascolto insolitamente gli After. Ho trovato qualcosa di nuovo, in quelle che ho sempre reputato "nenie ossessive". Ci ho trovato la mia paura, un po' della mia paura, meglio. Ci vedo e sento l nero, solo il nero, solo il buio, dannzione. quel buio in cui ti riduci ad un coniglietto bianco, tenero e indifeso, del tutto inerme e in  balia del prossimo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%212038.entry">THE PARADISE CITY</a></cite>.</small></div></div><p>Si potrà pensare che ultimamente (ultimamente? ben strana concezione del tempo devo avere, visti i 5 mesi passati dall&#8217;ultimo mio post) mi limiti a leggere solo il blog della Vale; nulla di più falso, semplicemente negli ultimi mesi le mie fonti si sono o prosciugate, o piegate a risvolti intimisti che non ho nessuna voglia di esplorare, o mantenuti su ottimi livelli di banalità (talune volte per precipua scelta dell&#8217;Autore, ricordiamolo!).<br />
Cosa mi ha spinto a tornare una volta di più al succitato blog? Di sicuro non l&#8217;<span style="font-style: italic;">incipit</span> sugli Afterhours: ero, sono e rimarrò convinto siano degli incompetenti musicali, e aspetto con ansia di sapere i loro corpi sbranati da cani ed augelli, e i loro spiriti divorati da qualche oscura entità metafisica in stile lovecraftiano, e il loro ricordo disperso nelle sabbie del Tempo. Se lo meritano. Ma torniamo al dunque… Nella loro incapacità a creare una melodia degna di tal nome, gli Afterhours in effetti, come giustamente coglie la nostra Autrice, trasmettono (non <span style="font-style: italic;">esprimono</span>, ma <span style="font-style: italic;">trasmettono</span>) un senso di ansia e piccolezza dai connotati fortemente negativi; qui troviamo un altro dei motivi per cui non li sopporto, come non sopporto buona parte del panorama musicale rock o simil-rock italiano, ovvero la totale mancanza di volontà. Volontà di migliorarsi, di provare a migliorare chi ci circonda, di tentar di migliorare il mondo, di <span style="font-style: italic;">fare</span>, di <span style="font-style: italic;">tentare</span>. Un costante e continuo calar le braghe dinnanzi al fato avverso, un pratico arrendersi ad un cosiddetto disagio insanabile: con tutto il rispetto alla categoria (molte delle persone di mia conoscenza meritevoli di maggiore stima sono omosessuali), un comportamento <span style="font-style: italic;">da bulicci</span>.<br />
E cosa può venire fuori dall&#8217;incontro tra questo modo crepuscolare di affrontare la vita, ed un sistema più marcatamente volitivo come quello che caratterizza la cosiddetta &#8220;violenza&#8221;: &#8220;violento&#8221;, dal latino <span style="font-style: italic;">violentum</span>, derivato da <span style="font-style: italic;">Vis, robur</span>, ovverosia forza; un esternare la propria potenza a danno o detrimento di chi ci circonda. A cosa ci può portare questa allegra scampagnata alle radici della nostra lingua? a nulla. Proprio nulla. La violenza, a mio modesto parere, è insita nel concetto stesso di vita, e con questo possiamo cadere nel consueto vortice di banalità: mangio per non essere mangiato, <span style="font-style: italic;">mors tua vita mæa</span>, la legge della jungla, bla bla bla. Cazzate, per dirla con un francesismo mai desueto. L&#8217;esistenza stessa in quanto ente materiale implica una serie di effetti sull&#8217;ambiente circostante che si possono tranquillamente etichettare come violenza, più o meno inconscia. Pensiamo ai fermenti lattici, poveri cristi…</p>
<p><a href="http://www.shockdom.com/eriadan/?p=2692"><img style="display: block; width: 100%;" src="http://www.shockdom.com/eriadan/wp-content/uploads/2007/10/20071026.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>L&#8217;immagine qui sopra è su gentile quanto inconscia concessione di Eriadan. Chiarafalce, per chi non lo sapesse, è la Morte.<br />
Torniamo al nostro discorso. Credo che i problemi riscontrati dalla nostra Autrice, e torniamo alle consuete banalità, siano dovuti proprio alla non accettazione di questo fatto: la vita è una continua prevaricazione dei desideri di qualcun altro. Che poi ci sia gente che attua la sua volontà mediante delle metodiche opinabili, beh, questo è tutt&#8217;altro problema, e va affrontato con l&#8217;ausilio delle forze di pubblica sicurezza, beninteso, qualora reperibili! Ma (e qui ci ricolleghiamo agli Afterhours) la situazione precipita se alla violenza altrui non ho da contrapporle un&#8217;adeguata forza di volontà mia, e la forza di volontà la posso esercitare solo mediante piccole e continue affermazioni della stessa: se sono abituato a chinare il capo di fronte ad ogni avversità, piangendo i difetti di una società che pare odiarmi, ben difficilmente riuscirò ad uscire indenne da un incontro con qualcuno che mi vuole infilare la testa nella tazza del water, metaforicamente o realmente che sia; certo, nel secondo caso la dialettica non mi aiuterà molto, ma senz&#8217;altro mi permetterà di uscire dalla disavventura sano di mente e non sull&#8217;orlo di una crisi di nervi. Con questo non voglio assolutamente fare richiami all&#8217;esperienza dell&#8217;Autrice, sto parlando in termini completamente generici.</p>
<p>Tutto questo per dire cosa? Nulla, come i più arguti avranno già capito. Solo una cosa mi sento di affermare con decisione: dall&#8217;ascolto degli Afterhours non può venire nulla di buono.</p>
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		<title>epistola sulla gioventù (II parte)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 13:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[The paradise city]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[correggo: errante per l'Asia caffè. http://015722962.badoo.com/ questo è quello che ho rintracciato su badoo, come esempio sommo del degrado a cui siamo giunti nel corso degli anni. non me ne voglia il signore in questione. degrado! de-gra-do!Tratto da THE PARADISE CITY.Ritroviamo la nostra moralista preferita dopo una pausa di ben due mesi; vi ricordate? l&#8217;avevamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/Blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%211904.entry">correggo: errante per l'Asia caffè.
<a href="http://015722962.badoo.com/">http://015722962.badoo.com/</a> questo è quello che ho rintracciato su badoo, come esempio sommo del degrado a cui siamo giunti nel corso degli anni. non me ne voglia il signore in questione.
degrado! de-gra-do!</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://musicinflamestemperament.spaces.live.com/Blog/cns%21B32E1FB6D7763BAF%211904.entry">THE PARADISE CITY</a></cite>.</small></div></div><p>Ritroviamo la nostra moralista preferita dopo una pausa di ben due mesi; vi ricordate? l&#8217;avevamo lasciata in solitudine sulla cima di una collina, abbandonata dai suoi proseliti nel momento in cui si resero conto di dover affidare le proprie speranze di salvezza ai Bee Hive (per chi se ne fosse dimenticato… <a href="http://belinde.blogspot.com/2007/04/cercasi-moduli.html">ecco il post</a>). Dopo essere rimasta un poco, sbigottita dalla defezione, in attesa di nuovi discepoli, la nostra si è rassegnata e si è diretta verso la civiltà. E che civiltà!<br />
In cerca di giovinetti da poter plasmare come morbida argilla a sua immagine e somiglianza, ha trovato una miniera inesauribile di soggetti improbabili, bislacchi o semplicemente tristi in <a href="http://www.badoo.com/">Badoo</a> (ehi, ma ci sono anch&#8217;io!). E da allora la sua vita è più serena, ravvivata com&#8217;è da incontri che credeva possibili solo nelle strisce di Cattivik — brivido terrore raccapriccio. Tuttavia, questi reietti digitali le servono solo da antipasto (ma avrei preferito dire &#8220;aperitivo&#8221;) per un ben più corposo pranzo: l&#8217;allegra biosfera che si instaura all&#8217;Asia Cafè in un qualsiasi momento della giornata.</p>
<p>È in questo ambiente che la nostra si muove con maggiore libertà, è qui che può tessere la sua tela onde irretire le giovani generazioni. Fingendo il freddo distacco di una prozia per il nipote della nuora, lascia aleggiare sugli sprovveduti pulzelli tutto il suo rancore nei confronti della società, e approfitta della sua autorità per traviarli e distruggerne il già malridotto ego. Nel suo piano diabolico, mirato sicuramente a creare una schiera infinita di automi decerebrati ai suoi ordini, dispensa alcolici e nomignoli a persone che, invece, andrebbero aiutate (ah, Patella, Patella, ma quante te ne sta facendo passare, questa deprecabile rovinafamiglie?). E poi, non paga, assieme alle sue comari analizza, sparla e seziona le sue vittime alle loro spalle, trasformandoli nell&#8217;oggetto dello scherno comune…</p>
<p>Insomma, avete finalmente capito con chi abbiamo realmente a che fare: con, come è stata giustamente definita dal Predicatore, il vile mezzuccio del Dimonio per traviare definitivamente un&#8217;umanità già allo sbando. Guardatevi da questa persona, rifuggite il suo <span style="font-style: italic;">costume</span> da hippie inoffensiva… al di sotto di esso, si cela — al di sotto anche della panciera, al di sotto dei lividi delle punture di Muscoril®, che con l&#8217;inizio della stagione degli allenamenti torneranno presto a costellarle l&#8217;intera superficie corporea — un cuore nero, malvagio, che sicuramente porterà la vostra anima alla perdizione…</p>
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