Lo stilita migratore
Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.

De artis scribacchiandi

Noterete come in questo intervento si parli di Te la do io la letteratura, e che l'autore sia (guarda caso) belinde. Eminenti luminari e letterati hanno stabilito che in questo post si trattano argomenti quali , . L'ultima volta che qualcuno vi ha messo mano correva l'anno 2008, addì 23 luglio, attorno alle 12am.

 

Ciò che mi trattiene dallo scrivere un capolavoro è il timore che me ne chiedano subito un altro.

Tratto da Roberto Gervaso. Continua la lettura…
 

Lo ammetto, questo non è altro che un test; anzi, visto che scrivo per nessun’altra ragione, possiamo pure definirlo un pretest.

Ebbene si, mi sono accattato l’iPod touch, per somma disperazione della Ale, e sto scoprendo ogni giorno che ’stò affarino è decisamente comodo per un sacco di roba insospettata: tra le altre cose mi gestisce persino il blog. E così, testando testando, mi son trovato per l’ennesima volta a pensare.

L’affarino in questione ha una tastierina decisamente minuscola, il che obbliga ad una certa mira mentre si scrive (per quanto si impegni un sacco a cercare di capirti) e di conseguenza porta ad una lentezza di pensiero cui non ero più abituato: insomma, non sarò uno stenodattilografo, ma sulla tastiera batto abbastanza veloce; questo implica che posso permettermi un flusso di pensieri abbastanza consistente e tradurlo in frasi con una certa immediatezza. Qua no. Qua devo concentrarmi prima di battere, perché una correzione alla struttura della frase può essere una menata clamorosa e quindi preferisci “scrivere subito in bella”, e il periodo è quindi giá cristallizzato prima di vederlo scriversi.

Ho pensato, dicevo. Ho pensato a quanto il medium di scrittura possa influire sui pensieri che si fanno… Ricordo di quando scrivevo pagine e pagine fittissime per chiarire a me stesso qualche mia idea, di come inventassi spesso un dialogo alla Simplicio. O le prime volte di scrittura al Computer, i primi testi o abbozzi di racconti. Stili profondamente diversi a causa dei diversi tempi di lavorazione. E, per estrapolazione, quanto diversamente poteva pensare Leonardo mentre scriveva con la pelle d’oca al contrario? Quanto era dissimile da uno scriba egizio, o da un sacerdote della Cina preistorica mentre incideva i suoi pittogrammi in un guscio di tartaruga? Era possibile per un babilonese la scrittura creativa, dovendo tracciare i suoi caratteri cuneiformi sull’argilla umida?

Domande oziose, certo, e che dimenticheró in tempo zero. Ma interessanti. È quasi un peccato non si possa fare anche con la comunicazione parlata… Sarebbe comodo, avere a disposizione registri con diverse possibilitá per ogni occasione.

Nota bene: questo sistema non mi permette di inserire la citazione iniziale e l’immagine finale come di consueto; mi riprometto e giuro solennemente di occuparmene in un prossimo futuro.

“San Tommaso scrive assistito dagli angeli”, di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino

Si parlava di scrivere, no? Bah, m’han detto che i dottori della chiesa hanno scritto un sacco, percui… Tra l’altro, tornando al discorso della velocità di scrittura, mi chiedo a quante battute al minuto si possa arrivare sotto dettatura angelica.