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	<title>Lo stilita migratore &#187; Messaggi di servizio</title>
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	<description>Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.</description>
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		<title>Compleanno del blog!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 20:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messaggi di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[Illimitata idiozia]]></category>

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		<description><![CDATA[Alice, che l'aveva guardato curiosamente, con la coda dell'occhio, disse: — Che strano orologio! segna i giorni e non dice le ore. — Perchè? — esclamò il Cappellaio. — Che forse il tuo orologio segna in che anno siamo? — No, — si affrettò a rispondere Alice — ma l'orologio segna lo stesso anno per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://it.wikisource.org/wiki/Le_avventure_di_Alice_nel_paese_delle_meraviglie">Alice, che l'aveva guardato curiosamente, con la coda dell'occhio, disse: — Che strano orologio! segna i giorni e non dice le ore. — Perchè? — esclamò il Cappellaio. — Che forse il tuo orologio segna in che anno siamo? — No, — si affrettò a rispondere Alice — ma l'orologio segna lo stesso anno per molto tempo. — Quello che fa il mio, — rispose il Cappellaio</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://it.wikisource.org/wiki/Le_avventure_di_Alice_nel_paese_delle_meraviglie">Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie</a></cite>.</small></div></div><p>L&#8217;ho scoperto ora per caso, ma oggi il blog compie ben 2 anni! Il tempo vola quando ci si diverte… o quando si ha altro a cui pensare; sinceramente non avrei mai detto di poter &#8220;durare&#8221; così a lungo, e il numero complessivo di interventi scritti (questo è il 25°, una media perfetta di uno al mese) dimostra ampiamente che il dubbio era giustificato.</p>
<p>Festeggiamo comunque il traguardo raggiunto con questa radicale modifica della grafica… a presto un corposo post (non temete, è già in lavorazione!) e varie scoppiettanti novità! Ricchi premi e cotillons, cimbali, grancasse e fischiabotti!</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"La persistenza della memoria", di Salvador Domingo Jacinto Dalí Domènech, marchese di Pùbol</h2><span>Il tempo fugge, deforma i ricordi passati e obnubila la visione dei progetti futuri.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2009/04/dali_persistenza_della_memoria.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Parlando del naufragio di un guscio di noce</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 18:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messaggi di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[non di solo pane]]></category>

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		<description><![CDATA[La gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero, che invece rifugge.Tratto da Soren Kierkegaard.Innegabilmente il maggiore stimolo alla scrittura è la noia. Almeno, per quanto mi riguarda è così; reduce da un viaggio di alcune ore sulla tratta Modena-Milano e con altrettante in prospettiva, ripassato per almeno tre volte l&#8217;elenco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://aforismi.studenti.it/aforisma.htm?id=3d07">La gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero, che invece rifugge.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://aforismi.studenti.it/aforisma.htm?id=3d07">Soren Kierkegaard</a></cite>.</small></div></div><p>Innegabilmente il maggiore stimolo alla scrittura è la noia. Almeno, per quanto mi riguarda è così; reduce da un viaggio di alcune ore sulla tratta Modena-Milano e con altrettante in prospettiva, ripassato per almeno tre volte l&#8217;elenco delle altre cazzate fattibili e fermamente risoluto a non produrre nulla di realmente utile, mi trovo quasi costretto a riprendere in mano il blog. L&#8217;onda della mia volontà si infrange tutto sommato con poco fragore sul saldo scoglio della realtà: non ho nulla da dire; per essere precisi, in realtà, non ho nulla da dire che possa soddisfare gli intenti primigeni di questo blog, ovvero (meglio saltuariamente ricordarlo) criticare biecamente i blog dei miei amici. Manco di materia prima (prego la Sicurezza di allontanare il buontempone che ha detto &#8220;ovvero gli amici&#8221;), per motivi già citati in articoli precedenti.<br />
Non capisco del tutto questo fenomeno&#8230; Fino a pochi anni fa il blog sembrava il mezzo di comunicazione definitivo: se avevi un&#8217;opinione dovevi avere anche un blog; il successivo passaggio curioso che occorre sottolineare ha creato un ambiente in cui se avevi un blog, allora dovevi avere anche un&#8217;opinione. Purtoppo la quantità di eventi meritori di un&#8217;opinione travalica grandemente la capacità &#8211; o forse la volontà &#8211; creativa dei seppur rispettabili Autori&#8230; o più semplicemente il fenomeno è venuto a noia. Non so neanch&#8217;io se rattristarmi o rallegrarmi della cosa: alla resa dei conti leggevo (e leggo tutt&#8217;ora, quando aggiornati) i blog dei miei conoscenti prendendoli come un surrogato delle ciance da bar che per svariati motivi non si riesce più a fare, ma mi rendo conto che letti dall&#8217;esterno molti interventi dovevano essere di poco o nullo valore; per intendersi, forse mi è sfuggito ma non mi pare che alcuno tra i miei conoscenti abbia trasformato il suo blog in un Codice Atlantico. E sarò sincero, sono certo di non averlo fatto nemmeno io.<br />
Mi prendo cinque minuti per rileggere, e il tutto mi suona come un messaggio di avviso chiusura blog, il che non è assolutamente il suo scopo. Sto solo cercando di capire &#8220;cosa vuole fare da grande&#8221;. È un periodo che ho realmente voglia di scrivere, ma mi mancano gli argomenti: mi son persino ridotto a completare le catene di Sant&#8217;Antonio su Facebook, per avere la scusa di scrivere qualcosa. E tuttavia continuo a non avere argomenti. Negli ultimi due mesi mi è venuta voglia, nell&#8217;ordine, di scrivere una raccolta di racconti, un romanzo, un plot per un fumetto a volume unico, un webcomic, un racconto interattivo per Facebook e probabilmente anche altro: solo la voglia, torno a sottolineare. Ah, dimenticavo, anche il plot per una campagna futura, ma quello non conta perché ci sto lavorando sul serio. Insomma, ho il cervello che gira a vuoto.<br />
Tutto questo panegirico, alla fine, a cosa porta? Ad un deciso &#8220;non lo so&#8221;. Di sicuro abbandonerò il fil rouge seguito fin&#8217;ora, aprendo con maggiore decisione a qualsiasi cosa mi passi per la testa. DI SICURO toglierò gli ultimi post dei vari blog qui a destra, perchè ho scoperto essere loro a rallentare in maniera oscena il caricamento pagina. Cambierò anche grafica, perchè per quello che mi passa in testa la presente non è più adeguata&#8230; ma il titolo no, quello rimane, a perenne memoria del fatto che se voglio so ancora allontanarmi dal tema &#8220;belind*&#8221; rimanendo comunque abbastanza stupido (senza contare che per me ha significato, ma questo è di secondaria importanza). Mutatis mutandis, dovrebbe rimanere il consueto ricettacoli di belinate.<br />
Insomma, come il peggiore dei DJ chiudo con uno &#8220;stay tuned&#8221;, ma non metteteci su troppo il cuore perchè il cambio di programma non varierà le tempistiche di aggiornamento; parafrasando Gandalf, Belinde non è mai in ritardo, nè in anticipo: aggiorna precisamente quando intende farlo.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"La nave dei folli", di Jeroen Anthoniszoon van Aken, detto <i>Hieronymus Bosch</i></h2><span>Si naviga a vista su uno strano mare. Per fortuna la compagnia è degna del panorama.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2009/03/la_nave_dei_folli.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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