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	<title>Lo stilita migratore &#187; Il mio demone è SOLITUDINE</title>
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	<description>Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.</description>
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		<title>Un anno in più&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 22:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio demone è SOLITUDINE]]></category>
		<category><![CDATA[lacrimoni come se piovesse]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno in più, che differenza fa? potrei dire tanta, potrei dire poca... la verità è che molte cose sono cambiate. Oggi ho esattamente 21 anni, e mai avrei immaginato di essere così a questa età... quando ero piccola fantasticavo sul fatto che a questa età dovevo essere una donna in carriera, e mille altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/un-anno-in-pi.html">Un anno in più, che differenza fa?
potrei dire tanta, potrei dire poca... la verità è che molte cose sono cambiate.

Oggi ho esattamente 21 anni, e mai avrei immaginato di essere così a questa età... quando ero piccola fantasticavo sul fatto che a questa età dovevo essere una donna in carriera, e mille altre cose che non dirò...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/un-anno-in-pi.html">Il mio demone è SOLITUDINE</a></cite>.</small></div></div><p>Commento questo post essenzialmente perché uno vale l&#8217;altro. Il blog è spiccatamente intimista, rivolto marcatamente all&#8217;interiorità dell&#8217;Autrice e al suo innato ottimismo, e lo dimostra già dalla scelta dei colori degni della più antica delle Pompe Funebri (la cui sobrietà è commisurata dalla mancanza delle decorazioni in oro, a mio parere sempre un po&#8217; pacchiane). Per quel che mi riguarda, basterebbe quest&#8217;analisi frettolosa per allontanarmi seduta stante da quelle pagine in cui l&#8217;Autrice riversa — o afferma di riversare — i suoi intimi drammi, le interiori disillusioni, le interne sofferenze: più che una lettura, un&#8217;endoscopia.</p>
<p>Insomma, cosa mi ha spinto a scrivere di questo blog? Molto semplice, l&#8217;Autrice me l&#8217;ha menata. Ed eccomi quindi a navigare in un mare di rimpianti, disillusioni, scialbe — sciape — speranze; speranze in un futuro migliore (e va beh, queste le hanno in molti), speranze di un <span style="font-style:italic;">passato</span> migliore (decisamente più inusuali), speranze di una comprensione da parte del prossimo purtuttavia non ricercata attivamente — almeno, a parer mio; ma questa è una critica che muovo a tanti, troppi forse, miei conoscenti, e che sta quindi perdendo un po&#8217; di mordente. Speranze, dicevamo, ma speranze a mio parere finte: quella che mi pare emerga prorompente è una sensazione strana, data dall&#8217;osservare gli eventi sotto la lente della predestinazione (periodo confuso, ma non ho voglia di rileggere e riscrivere): <span style="font-style:italic;">predestinazione</span> è però un termine che non rende l&#8217;idea che ho in testa, si potrebbe forse parlare di predeterminazione; ogni volta che l&#8217;Autrice racconta un evento negativo lo fa col tono di chi dice <span style="font-style:italic;">&#8220;ecco, vedete? non era </span>naturale<span style="font-style:italic;"> che andasse a finire così?&#8221;</span>. Irritante, davvero irritante, forse perché rispecchia fedelmente il mio modo di pensare fino a un annetto o due fa — il che, a ben guardare, non va certo a vantaggio dell&#8217;Autrice.</p>
<p>Che altro dire… Qua e là emergono brandelli di ritrito buonsenso, e di fatalismo dozzinale. Non entro nel merito del <span style="font-style:italic;">perché</span> l&#8217;Autrice sia arrivata a questa <span style="font-style:italic;">forma mentis</span>, alla resa dei conti la conosco troppo poco per esprimere un commento ponderato quindi non emetto critiche o giudizi in merito. Quello che realmente mi intristisce è la mancanza di uno scopo in tutto questo parlare di sé, almeno, di uno scopo chiaro e conclamato: non mi sembra, e spero non, nasca per stimolare il pietismo dei passanti, e se fosse atto a farsi dare ideali pacche sulle spalle… beh, temo siano composte solo da banalità (a tal proposito, vorrei fucilare un <a href="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/natale-non-cade-solo-la-neve.html">anonimo commentatore</a> che, credendo di essere poetico, ha copincollato il testo della canzone di Battiato <span style="font-style:italic;">Prospettiva Nevskj</span>. Lo odio. Ha letto un post in cui si accenna alla neve e ci ha messo la prima citazione sul freddo che gli è venuta in mente. A chiunque interessi capire appieno quella bellissima canzone, segnalo <a href="http://www.musicaememoria.com/franco_battiato_prospettiva_nevskij.htm">questo argomentato commento</a>).</p>
<p>Non ci piglio il verso. Leggo questo blog solo perché conosco l&#8217;Autrice, e mi sembra una forma di rispetto assimilare i concetti che lei crede sia giusto gli altri sappiano. Una forma di rispetto, dicevo, ma se sia per lei o le sue tette… beh, tra i due casi non mi è ancora dato discernere.</p>
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