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	<title>Lo stilita migratore &#187; Critica della ragion d&#8217;essere</title>
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	<description>Un occhio cinico puntato sul mondo… o, più probabilmente, un becero cialtrone.</description>
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		<title>Il Gran Pescatore di Chiaravalle</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 20:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica della ragion d'essere]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.Tratto da La Bibbia (Mt 6, 34).Ah, il dolce abbandonarsi agli usi comuni, l&#8217;abdicare al proprio diritto ad una mente indipendente per lasciarsi trasportare dal fiume della consuetudine&#8230; Mirabile dictu (e qua la formazione scientifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt%206,25-34&versioni[]=C.E.I.">Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt%206,25-34&versioni[]=C.E.I.">La Bibbia (Mt 6, 34)</a></cite>.</small></div></div><p>Ah, il dolce abbandonarsi agli usi comuni, l&#8217;abdicare al proprio diritto ad una mente indipendente per lasciarsi trasportare dal fiume della consuetudine&#8230; <em>Mirabile dictu</em> (e qua la formazione scientifica la fa da padrone, <em>laudatus sit</em> il latino da Baci Perugina) anche lo Stilita Migratore si presta ai <em>divertissement</em> da fine anno con un inaspettato ritorno alle origini, approntando un commentario astrologicamente ineccepibile agli interventi futuri dei blog dei miei conoscenti; di voialtri lettori, in ultima analisi, perché credo che l&#8217;unico senza velleità da bloggaro sia il giovane ma mai abbastanza lo<span style="text-decoration: line-through;">r</span>dato Brus. Ma tralasciamo codeste fanfaluche e giungiamo al dunque.</p>
<h3>AnnyLab Blog</h3>
<p>Inizio d&#8217;anno burrascoso per il blog della povera milanese. Riemergendo da un&#8217;apocalisse di panettoni, passerà i primi mesi dell&#8217;anno alternando deliri illuminotecnici, deliqui sociali, delitti musicali e derelitti umani. La Luna in Acquario le schiaccerà il pesce rosso e le fornirà l&#8217;energia per caracollare con passo deciso ma incerto verso dicembre. In effetti i deliri / deliqui / delitti / derelitti si susseguiranno ininterrottamente fino alla fine dell&#8217;anno, se non dei tempi.</p>
<h3>Bloggozzo! Zabriskie Point</h3>
<p>Trasportato dal treno lillipuziano che è il destino del suo Autore, languirà per alcuni mesi per poi risvegliarsi a primavera; questo l&#8217;autore, mentre il blog riprenderà l&#8217;attività cerebrale non prima dei caldi di giugno, quando Mercurio in Ariete renderà palese la necessità di un termometro migliore. Situazione tranquilla fino a dicembre e cataclismi in periodo natalizio quando Bloggozzo, inneggiando al ritorno alle tradizioni, s&#8217;ammanterà nuovamente di un inguardabile rosso arterioso.</p>
<h3>Blood Red Rose : Blog</h3>
<p>Silenzio assoluto fino a giugno, qualcosa di vacuo nell&#8217;estate, silenzio per il resto dell&#8217;anno. Venere entra nella seconda casa del Sagittario e trova la muffa nel passato di pomodoro scaduto, evento questo che giustifica gli interventi schifati estivi.</p>
<h3>CaMpUs</h3>
<p>Filmatini, filmatini, filmatini in ripetizione continua fino al solito e ritrito giugno. Marte entra nel Leone ma si blocca al livello del peritoneo, e tutta l&#8217;estate sarà segnata da quest&#8217;impossibilità. Si prevedono crisi di panico settembrine e fiumi di banalità invernali. Con le castagne cadranno anche i maroni dell&#8217;autrice, per un motivo tutt&#8217;ora ignoto ma verosimilmente futile.</p>
<h3>Il mio demone è SOLITUDINE</h3>
<p>Non ho sinceramente voglia di scrivere un panegirico per dire &#8220;verrà scritto qualcosa che mi interessa poco, con uno stile che non apprezzo e scopi che non condivido&#8221;. Urano vorrebbe entrare nella Vergine, ma daltronde chi non lo vorrebbe?</p>
<h3>THE PARADISE CITY</h3>
<p>Aggiornamenti saltuari trasudanti gioia e soddisfazione per la prima metà dell&#8217;anno, noia e frustrazione nel periodo estivo quando la <em>Valentina di passo</em> raggiunge i territori di riproduzione antistanti il Mille, un filo d&#8217;ansia verso ottobre, quando intimamente percepirà l&#8217;assoluta mancanza di coesione del suo piano di studi. Tranquilla incoscenza per il resto dell&#8217;anno. Il parallelo astrale è cristallino: Plutone entra nell&#8217;Ariete e ne esce dopo un completo ciclo digestivo.</p>
<h3>Vado a lavarmi&#8230;</h3>
<p>Perché, questo blog è ancora mantenuto? Mercurio entra nei Pesci provocando l&#8217;intossicazione alimentare del blog, che esala stentati interventi per tutto l&#8217;anno, spirando miseramente abbandonato a dicembre, quando per un prodigio di metempsicosi si trasferirà nell&#8217;ennesimo nuovo blog della Manu.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"Gli emisferi con i segni zodiacali e le costellazioni", di C. Vanvitelli e F. Pascale</h2><span>Diamine quant'è difficile trovare qualcosa di zodiacamente artistico, specialmente se non si ha voglia di cercarlo... Dalla Reggia di Caserta, non so manco cosa sia di preciso, ma ci dev'essere qualcosa sullo Zodiaco. Accontentatevi.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2008/12/3130c-300x185.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un pomeriggio da orsi</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 06:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fra cielo e terra]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto che vi sono mancata :P. E che in effetti state tutti lì a chiedervi come sia andato il mio incontro ravvicinato con l’orso. Donc. Vediamo di andare con ordine. La partenza è stata alle 15.30, con un bel sole. Il programma prevedeva arrampicata fin su ad un rifugio a circa 1800 mt di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://www.liciatroisi.it/blog/2008_08_22/un-pomeriggio-da-orsi/">Ho visto che vi sono mancata :P. E che in effetti state tutti lì a chiedervi come sia andato il mio incontro ravvicinato con l’orso.
Donc. Vediamo di andare con ordine.
La partenza è stata alle 15.30, con un bel sole. Il programma prevedeva arrampicata fin su ad un rifugio a circa 1800 mt di altezza, appostamento, cena frugale con salame e formaggio, e discesa a valle la sera, per rientrare alle 22.30 in albergo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://www.liciatroisi.it/blog/2008_08_22/un-pomeriggio-da-orsi/">FRA CIELO E TERRA</a></cite>.</small></div></div><p>Post scritto stranamente, in treno, senza la possibilitá di seguire l&#8217;intervento originale &#8212; per altro letto una sola volta e di sfuggita. Come sono aduso in casi come questo, mi riprometto di completare e correggere eventuali baggianate in un secondo tempo.</p>
<p>Un altro blog curato da qualcuno al di fuori della ristretta cerchia degli amici; Licia Troisi, autrice di una serie di libri (le saghe della terra del vento, per capirsi) che ho giá consigliato fino alla nausea, tiene un diario che seguo con costanza. Ultimamente è stata in vacanza al Parco d&#8217;Abruzzo, il che ha generato una piccola serie di interventi che, al solito, mi hanno fatto pensare. Anzi, mi hanno un pelo infastidito, pur condividendoli pienamente, a causa del tono con cui sono stati scritti.</p>
<p>Immaginiamo di prendere una &#8220;cittadina&#8221; dotata di una certa sensibilitá e posarla in mezzo ad una zona boschiva popolata &#8212; si dice (lo so che ci sono, è solo per retorica) &#8212; da animali con una carica archetipica notevole, quali lupi e orsi. Le diciamo che ci sono e immediatamente il bosco si tinge di tonalitá più cupe; diventa alieno. Ora, forse il fatto di esserci nato e cresciuto, in un bosco, me lo fa vedere sotto un&#8217;ottica particolare, ma proprio non capisco il senso di &#8220;timore ancestrale&#8221; che Licia esterna.</p>
<p>Anche da bambino giravo nel bosco; di notte avevo paura, ma quella paura irrazionale che provo tutt&#8217;ora quando esco da una stanza buia&#8230; Il bosco era il bosco, i suoi rischi erano gli stessi che di giorno, animali pericolosi non ce n&#8217;erano se non in casi particolari facilmente evitabili; vi cammini dentro esattamente come in qualsiasi altro ambiente che richieda attenzione, con rispetto ma non timore/meraviglia. Lo stesso con gli animali: li osservi perché sono belli, e li misuri in relazione a te e al tuo spazio. È questo, alla resa dei conti, che mi ha infastidito: che Licia esalta un millantato ritrovato contatto con una natura che reputa purtuttavia inconoscibile, mentre a parer mio quel ritrovato contatto è proprio misura di quanto sia ancora lontana dall&#8217;averlo realmente. Insomma, per dirla semplice, credo si abbia un buon rapporto con la natura quando tra i primi pensieri che ti vengono in mente quando incroci qualche animale c&#8217;è &#8220;sono in un buon posto per non farmi incornare?&#8221;; assicuratisi la via di fuga, ci si può dedicare alla contemplazione. Se non segui questa sequenza, vuol dire che non ti sei ancora rapportato con l&#8217;ambiente circostante e lo osservi come fosse una cartolina&#8230; E una cartolina, per forza di cose, non può trasmettere tutto: da qui il senso di inconoscibilitá, alienazione and so on.</p>
<p>Con questo non voglio dire &#8220;io sono figo e lei no&#8221;: solo voglio sottolineare quanto la vita civile allontani dalle radici della stessa civiltà, in modi sottili ma marcati, al punto che, posti di fronte a qualcosa che non siamo più in grado di comprendere, possiamo descriverlo solo mediante espedienti letterari (ehi, alla fine è pur sempre una scrittrice!), ovvero finzione.</p>
<p>Detto questo, posso finalmente affermare che la invidio un casino perché in Abruzzo non ci sono mai stato, e se ci andassi vorrei anch&#8217;io andare alla ricerca di lupi e orsi, e passeggiare nella foresta all&#8217;imbrunire, appostarmi su crinali ventosi&#8230; Non glielo perdono, voglio andarci anch&#8217;io.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>Piccola nota di colore: sto arrivando a Milano Centrale; ci sono strade, e case, e ho provato paura e straniamento, ci sono cose sconosciute fuori dal finestrino, e spazi inesplorati. Voglio un bosco.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"Predica di San Francesco agli uccelli", di Giotto di Bondone</h2><span>Un raro esempio di due possibilità diametralmente opposte: o il signor Francesco era in perfetta comunione con gli animali, in modo da potervi addirittura comunicare; oppure, ma qua la Chiesa mi bastona, era talmente preso nel suo discorso da non capire l'assoluto disinteresse degli uccelli stessi.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2008/08/storia_arte05.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ligabue &#8211; Cosa vuoi che sia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 10:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[AnnyLab Blog]]></category>
		<category><![CDATA[armoniche e frastuoni]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì di giugno, caldo umido fuori, aria condizionata e plastica dentro, in quel PC City in cui mi pago le vacanze... La radio di questo posto è qualcosa di orrendo, ho passato una giornata a sentire idiozia commerciali (a pensarci bene la Laura era una delle proposte migliori, e questo dice molto sul resto :-((( [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://annylab.blogspot.com/2008/06/ligabue-cosa-vuoi-che-sia.html">Venerdì di giugno, caldo umido fuori, aria condizionata e plastica dentro, in quel PC City in cui mi pago le vacanze... La radio di questo posto è qualcosa di orrendo, ho passato una giornata a sentire idiozia commerciali (a pensarci bene la Laura era una delle proposte migliori, e questo dice molto sul resto :-((( scusami Vale non uccidermi!!! uhuhu)...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://annylab.blogspot.com/2008/06/ligabue-cosa-vuoi-che-sia.html">AnnyLab Blog</a></cite>.</small></div></div><p>Non pago di aggiornare con cadenza vincolata alle fasi lunari, adesso ci metto anche dei secoli per iniziare a pensare di poter scrivere qualcosa… comunque sia, eccomi qua. Quest&#8217;oggi abbiamo una guest star, un&#8217;emerita sconosciuta per tutti i lettori del blog escluso (o incluso?) lei stessa: inutile quindi che vi chiediate chi diavolo sia, non la conoscete…</p>
<p>Ve l&#8217;ho mai detto che non sopporto gli interventi composti da un solo testo di una canzone? Non mi pare. È un&#8217;usanza per me deprecabile: già è ardua pensare di capire il significato di una canzone come l&#8217;Autore l&#8217;aveva pensata, figuriamoci capire cosa ha provocato in una persona che l&#8217;ha sentita, o addirittura peggio quali passaggi mentali gli abbia indotto. In generale, secondo me una canzone buttata lì, nuda e cruda, non è altro che una sequenza casuale di caratteri: tanto varrebbe mettere delle <a href="http://www.ascii-art.de/" target="_blank">ASCII-arts</a>, che almeno si capiscono.</p>
<p>Questa volta, però, finalmente ho trovato un uso intelligente di un testo. Una canzone genera emozioni? E allora spieghiamole, &#8216;ste emozioni… Alternare il testo con pensieri a ruota libera è, devo ammetterlo, un ottimo modo per trasformare un intervento intimista <em>nescio</em> (per la natura stessa degli interventi intimisti, ovviamente) in qualcosa che si legge con interesse, apprezzabile per il botta e risposta tra l&#8217;Autore e l&#8217;Autrice; una sorta di &#8220;trova le differenze&#8221; comunicativo, un confronto da cui, alla resa dei conti, AnnyPan esce vincitrice per un semplice fatto: il testo della canzone citata non si riferisce a nulla di particolare se non ad un vago senso di disillusione nei confronti del mondo, mentre l&#8217;Autrice ci porta (volenti o nolenti) accenni di una vita vissuta. Mette carne al fuoco, insomma.</p>
<p>Per il resto, l&#8217;intervento è gradevole alla lettura come tutti i precedenti che ho letto (a differenza di me, scrive veramente un botto, e non ho la minima intenzione di rileggere tutta la sua produzione in ordine cronologico), e non è che ci sia molto altro su cui discutere se non informazioni personali che mi guardo bene dal trattare: tutto sommato ho imparato a non ficcare il naso negli affari di gente che conosco poco, pochissimo o nulla, sperando che lo stesso facciano con me. Per concludere, e per utilizzare formule di rito mai desuete, consiglio la lettura del blog <em>bla bla bla</em>, mi è piaciuto molto <em>bla bla bla</em>, auguri e figli maschi <em>bla bla bla</em>.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"I musici", di Michelangelo Merisi da Caravaggio</h2><span>Eh già, adesso magari vi aspettate che ogni volta ci sia una giustificazione logica e letteraria nel legame testo - immagine… Oh, questo mi piace e stop.</span><center><img src="http://belinde.net/wp-content/uploads/2008/06/caravaggio-i-musici.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Filosofia spicciola della Campus, Parte 3</title>
		<link>http://belinde.net/critiche/campus/filosofia-spicciola-della-campus-parte-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 12:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[CaMpUs]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[A furia di leccare, i fondoschiena si consumano. Meditate, gente, meditate.Tratto da CaMpUs.Continua la meritoria quanto inopportuna opera di evangelizzazione popolare intrapresa nelle ultime settimane dalla giovane e promettente CaMpUs (d&#8217;ora innanzi rinominata in Campus, perché ho di meglio da fare nella vita che non consumarmi le dita sul tasto Shift). Dopo essersi cimentata nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://alesvideoblog.blogspot.com/2008/05/filosofia-spicciola-della-campus-parte_27.html">A furia di leccare, i fondoschiena si consumano.
Meditate, gente, meditate.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://alesvideoblog.blogspot.com/2008/05/filosofia-spicciola-della-campus-parte_27.html">CaMpUs</a></cite>.</small></div></div><p>Continua la meritoria quanto inopportuna opera di evangelizzazione popolare intrapresa nelle ultime settimane dalla giovane e promettente CaMpUs (d&#8217;ora innanzi rinominata in Campus, perché ho di meglio da fare nella vita che non consumarmi le dita sul tasto Shift). Dopo essersi cimentata nelle imprese più disparate e disperate, dalla conquista del mondo a quella del suo essere donna, si lancia a corpo morto nell&#8217;esposizione epigrammatica di banali ovvietà, nella quanto mai fallace speranza che l&#8217;esporle in forma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Koan">k?an</a> ne possa innalzare il contenuto etico e morale al di sopra delle frasette dei baci perugina.</p>
<p>Il post in oggetto è già il terzo della serie, il che fa temere a molti che la pubblicazione di queste perle (se di saggezza o di Guttalax sta al lettore decidere) possa continuare ad libitum. Inutile negarlo, probabilmente si tratta del punto qualitativamente più basso mai raggiunto dalla produzione campusiana: la scontatezza dei contenuti, il ritmo dell&#8217;esposizione, la cura nella scelta dei vocaboli… tutto da a pensare che il blog stia giungendo ad una naturale morte per inedia mentale dell&#8217;Autrice. Forse sta rivolgendo la sua attenzione ad argomenti di maggiore levatura intelettuale, o forse ha riscoperto la sua collezione di <span style="font-style:italic;">Cioè</span> e ha deciso di riaprire l&#8217;abbonamento.</p>
<p>Nulla possiamo fare noi, poveri lettori impotenti, <span style="font-style:italic;">rari nantes</span> nelle tempeste cerebrali post-adolescenziali fanatic-intelletual-populiste dell&#8217;Autrice, se non chinare il capo e attendere che anche questo periodo sia passato. Certo, forse potremmo analizzare con calma anche questi post confidando che, sotto la ruvida scorza della grettezza campusiana, si nasconda un cuore di concetti mirabile e degno di attenzione; ma, con maggiore concretezza, possiamo basarci sulla teoria per la quale se voglio un cuore morbido allora mi mangio un Ferrero Rocher.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"La scuola di Atene", di Raffaello Sanzio <i>(dettaglio)</i></h2><span>Questa volta, ovviamente, l'accostamento è per contrapposizione. Mi sembrava giusto spiegarlo, onde evitare inutili fraintendimenti…</span><center><img src="http://farm1.static.flickr.com/125/416735214_b17674b1a2.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>E il prossimo anno al Festivalbar</title>
		<link>http://belinde.net/critiche/i-gatti-senzaltro-si-arrangerebbero/e-il-prossimo-anno-al-festivalbar/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 18:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[I gatti senz'altro si arrangerebbero]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so che di solito è buona regola adoperarsi in uno straccio di introduzione, ma qui la constatazione è cristallina: la Ferrero è un pozzo di pessime meraviglie. Vi sottoporrò oggi, se vorrete, la scenetta preparata per Kinder Delice, che ha per protagonisti una madre che in un recente passato era segretaria di Hugh Hefner, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://leuovadelnonno.splinder.com/post/16004074/E+il+prossimo+anno+al+Festival">Lo so che di solito è buona regola adoperarsi in uno straccio di introduzione, ma qui la constatazione è cristallina: la Ferrero è un pozzo di pessime meraviglie.

Vi sottoporrò oggi, se vorrete, la scenetta preparata per Kinder Delice, che ha per protagonisti una madre che in un recente passato era segretaria di Hugh Hefner, un ragazzino con la faccia da schiaffi e la sua band di marmocchi, che guardando TRL tutti i pomeriggi hanno capito che con un paio di filastrocche composte con l'ausilio delle letterine magnetiche (o di quelle dello Scarabeo, qualora voleste cimentarvi) chiunque ha i suoi tre minuti Woodstock.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://leuovadelnonno.splinder.com/post/16004074/E+il+prossimo+anno+al+Festival">I gatti senz'altro si arrangerebbero</a></cite>.</small></div></div><p><cite>…non ci si può bagnare<br />
due volte nello stesso fiume<br />
nè prevedere<br />
i cambiamenti di costume…</cite></p>
<p>Quanta saggezza. Per i soliti illetterati, notifico la citazione di Battiato in <a href="http://www.battiato.it/discografia/anni90/imboscata.htm#passaggio">&#8220;Di passaggio&#8221;</a>, sperando di non dover spiegare i perché ed i percome di questo <span style="font-style:italic;">incipit</span>. I più accorti di voi si saranno accorti che sto citando un blog di un perfetto sconosciuto. I più sognatori lo crederanno un primo passo verso nuovi e fulgidi orizzonti. Personalmente non do peso alla cosa: il blog citato è, a mio parere, semplicemente delizioso, umanamente condivisibile, e pubblica in un momento di stanca degli aggiornamenti dei miei amici. Poi vabbè, amici.</p>
<p>Vediamo di spendere due parole per inquadrare il blog sotto esame; quante volte ci siamo basiti di fronte ad uno spot che dipinge scene di vita di popolazioni sì umanoidi ma che nulla hanno a che spartire con la nostra razza? Esseri luminosi e trascendenti, che raggiungono inviolate vette di pace e piacere soltanto cambiando la saponetta del cesso, o che perseguono (perseguitano) l&#8217;unità familiare grazie alle sottilette Kraft. Sì, li abbiamo guardati, li abbiamo ascoltati, ma non li abbiamo compresi: la Storia ci insegna che a questo punto dovremmo crocifiggerli. Il mai abbastanza lodato Jonlooker sembra perseguire questo obiettivo, ma vista la cronica carenza di legname si accontenta della cosiddetta &#8220;gogna mediatica&#8221;, che all&#8217;atto pratico è anche molto più economica. Scrive bene, scorrevole e discorsivo. Segue gli stessi ragionamenti che grosso modo qualsiasi essere pluricellulare fa di fronte alla televisione moderna, il che, come abbiamo già notato, porta a conseguenze grottesche; il che viene impreziosito da un&#8217;attenzione al dettaglio ragguardevole che porta all&#8217;attenzione minuzie sfuggite senz&#8217;altro ai più (che diavolo, quella frase, <span style="font-style:italic;">latte e cacao si scontrano a secchiate e un magma marrone soffoca un innocente rettangolo di pan di spagna</span> mi ha fatto venire un ictus!).</p>
<p>Non voglio approfondire più di tanto, perché questa volta sto scrivendo un post <span style="font-style:italic;">pro</span> piuttosto che <span style="font-style:italic;">contro</span>. Semplicemente mi faceva piacere pubblicizzare un lavoro che sto seguendo e che mi sta piacendo (e che stimo un sacco, vista la frequenza di aggiornamento. Ogni volta che mi cade l&#8217;occhio sul Cronopuntatore a sinistra verso una segreta lacrima, poi alzo le spalle e continuo serenamente a vivere la mia vita). Insomma, non giriamoci in giro, dovreste iniziare a leggere con continuità il blog di Jonlooker; personalmente vi consiglio di iniziare da <a href="http://leuovadelnonno.splinder.com/post/15839321/Appunti+sparsi+tra+il+pranzo+e">Appunti sparsi tra il pranzo e la cena</a>, giusto per entrare in atmosfera, ma poi dove si finisce si finisce e si trova sempre del buono. Poi, se per caso vi avanza tempo, fate un salto anche sul blog di <a href="http://www.shockdom.com/eriadan/">Eriadan</a>, attraverso il quale l&#8217;ho conosciuto e dal quale ho attinto <a href="http://belinde.blogspot.com/2007/11/hai-paura-del-buio.html">in passato</a>. Poi, ancora, spegnete tutto e vedete di fare (finalmente) qualcosa di produttivo.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"American Gothic", di Grant Wood</h2><span>Non propriamente l'apoteosi del consumismo.</span><center><img src="http://www.silenzi.com/media/blogs/Silenzi.com/american_gothic.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cosa si scrive in un blog?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 09:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vado a lavarmi...]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>

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		<description><![CDATA[Come al solito, dopo aver aperto il blog mi trovo puntualmente nei casini perché non so cosa scriverci. Mi è sempre successo in da quando avevo 15 anni, e mi consolo sperando di non essere la sola ad avere questi problemi. Così, per cercare l'ispirazione, sono andata a dare un'occhiata ai blog dei miei amici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://unadocciacalda.spaces.live.com/blog/cns%218F7E8F075B79D57C%21594.entry">Come al solito, dopo aver aperto il blog mi trovo puntualmente nei casini perché non so cosa scriverci. Mi è sempre successo in da quando avevo 15 anni, e mi consolo sperando di non essere la sola ad avere questi problemi. Così, per cercare l'ispirazione, sono andata a dare un'occhiata ai blog dei miei amici, e guardate un po' cos'ho trovato.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://unadocciacalda.spaces.live.com/blog/cns%218F7E8F075B79D57C%21594.entry">Vado a lavarmi...</a></cite>.</small></div></div><p>Inevitabile il commentare questo nuovo blog. Ogni tanto, gironzolando in rete, capito su un blog con degli interventi carini e spesso condivisibili, su argomenti comuni ma trattati in modo interessante. Puntualmente il blog risulta abbandonato… Gira gira, scava scava, salta fuori che la scrittrice è puntualmente la Manu, in una delle sue molteplici reincarnazioni; digitalmente parlando, credo che &#8216;sta ragazza abbia più avatar di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vi%E1%B9%A3%E1%B9%87u">Viṣṇu</a> (notate l&#8217;accuratezza della traslitterazione; se invece vedete due orrendi quadratazzi, ringraziate Exploder e scaricate un browser serio. Uno qualunque. Piuttosto anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lynx_%28software%29">Lynx</a>). La rete è ormai presa d&#8217;assalto, assediata da torme di blog zombie agli ordini dell&#8217;Oscura Scrittrice, creature in bilico tra la vita e la morte che claudicano verso il sorpreso lettore e lo seguono incerti nel suo peregrinare. Nulla dà a pensare che questo blog possa vivere una sorte differente, è solo un&#8217;altra pedina nel diabolico piano per intasare la <a href="http://www.google.it/help/features.html#cached">cache di google</a>.</p>
<p>Detto per inciso, se l&#8217;Autrice avesse radunato tutti i suoi interventi in un&#8217;unico luogo, avrebbe ottenuto un blog di dimensioni ragguardevoli e di piacevolissima lettura. Ma, forse, sta continuando ad aprire blog copincollando a turno da qualcuno di quelli più vecchi. Diabolica donna.</p>
<p>Ma veniamo — finalmente — al post di cui in oggetto. Lì per lì mi è preso un colpo, credevo mi avesse fregato l&#8217;idea e volesse anche lei mettersi a sparare banalità (<span style="font-style: italic;">fanfaluche</span>; adoro questa parola, <span style="font-style: italic;">fanfaluche</span>. E pochi sanno cosa significhi). Poi ho scoperto che cercava solo delle muse ispiratrici: meno male che non sono stato scelto, non mi ci vedevo molto nei panni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talia_%28musa%29">Talia</a>. La prosa, come al solito, è scorrevole, quello su cui ci si incricca sono un po&#8217; i contenuti. Passiamo alla critica dell&#8217;analisi, quindi…</p>
<dl>
<dt>Pi</dt>
<dd>Definire Pi come &#8220;vocato da giornalista&#8221; mi pare francamente eccessivo. Può avere la vocazione da sparacazzate da bar sport, al limite! E per quanto riguarda la vastità di orizzonti, diciamocelo (e l&#8217;ho già detto), la sua enciclopedica conoscenza di facezie soverchia le sue reali capacità intellettive. Gli riconosco però il merito di usare l&#8217;accento nella parola &#8220;ancòra&#8221;; quando inizierà a scrivere &#8220;principî&#8221; lo riterrò realmente encomiabile.</dd>
<dt>Belinde</dt>
<dd>Quel &#8220;non sempre a torto&#8221; fa quasi pensare che spesso abbia torto. Il che mi inacidisce e mi spinge ad una maggiore cattiveria nei confronti dell&#8217;Autrice</dd>
<dt>Rave</dt>
<dd>Periodo confuso. Sinceramente non ho capito se scriva qualcosa di cui si vergogna, di cui è orgogliosa, se scrive, se legge, se non fa leggere… ma cosa diavolo voleva dire?</dd>
<dt>Babi</dt>
<dd>Questo è carino. Non il blog citato, che non ho visitato vista la presentazione. Solo peccato l&#8217;utilizzo di De&#8217; André come passpartout verso una vita normale.</dd>
<dt>Cocco</dt>
<dd>E qui si nota come abbia preso la rubrica dei suoi contatti e l&#8217;abbia passata voce per voce. Dal fatto che ha trovato solo sette blog si evince la brevità della sua rubrica… E se aggiungiamo che il blog citato è un altro cadavere messo lì per far numero…</dd>
<dt>Vale e Giullo</dt>
<dd>Non capisco cos&#8217;avremmo da sghignazzare in più rispetto al solito. Per ghignare alle spalle sue e di Vic bastano le consuete illazioni non dimostrate.</dd>
</dl>
<p>La conclusione, poi, non porta nulla di interessante. Un elenchino di osservazioni banali, di cui la terza messa giusto per giustificare l&#8217;uso di una lista numerata. Nulla di che. Ma c&#8217;è da dire che con questa storia dell&#8217;elenco di blog anch&#8217;io mi son trovato con un post nuovo e zero fatica. Dovrò riutilizzare questo escamotage, in futuro.</p>
<div class="pinacoteca_container"><h2>"Thalia", di Jean-Marc Nattier</h2><span>Con questo post intendo cominciare ad innalzare il livello culturale del blog. Alla fine di ogni post inserirò un qualche quadro, relato al post in questione da qualche mio insano collegamento mentale che lascerò ai visitatori l'onore e l'onere di scoprire.</span><center><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7b/Thalia.jpg" /></center></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scrivo 2, leggi 1</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 13:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[CaMpUs]]></category>
		<category><![CDATA[c'è un mondo là fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>

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		<description><![CDATA[E' una sorta di offerta come quelle del supermercato, i famosi prendi 2 e paghi 1. Questo però non è il discount sotto casa, si tratta solo di 2 post in 1, perché mi è venuta l'ispirazione x due cose contemporanteamente.Tratto da CaMpUs.Sto scivolando verso la prostituzione: me la menano di scrivere, e io scrivo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://alesvideoblog.blogspot.com/2007/12/scrivo-2-leggi-1.html">E' una sorta di offerta come quelle del supermercato, i famosi prendi 2 e paghi 1. Questo però non è il discount sotto casa, si tratta solo di 2 post in 1, perché mi è venuta l'ispirazione x due cose contemporanteamente.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://alesvideoblog.blogspot.com/2007/12/scrivo-2-leggi-1.html">CaMpUs</a></cite>.</small></div></div><p>Sto scivolando verso la prostituzione: me la menano di scrivere, e io scrivo. Credo organizzerò un pulsante per effettuare donazioni, oboli <span style="font-style: italic;">et similia</span> direttamente dall&#8217;homepage; magari passerò casa per casa col cappello in mano, oppure — più probabilmente — minaccerò qualcuno per farmi pagare da bere al Mille…</p>
<p>Ma torniamo — o arriviamo, più correttamente — al post in questione. L&#8217;immaginazione dell&#8217;Autrice ha la stessa prolificità dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rabbits_in_Australia">conigli australiani</a>, e lo stesso impatto nefasto sull&#8217;uomo e sull&#8217;ambiente. Ogni seppur piccolo stimolo avuto dalla sua per altro comunissima vita viene visto come scusante per gettarsi a capofitto nella stesura di un nuovo pezzo. Questa volta il suo sguardo da irrancidita zitella asburgica viene calamitato da due categorie di derelitti della società occidentale: i lavoratori da call-center e gli emo. È un interessante accostamento, poiché permette di conforntare chi per costrizione esterna deve mancare di volontà e chi ne manca per sua propria scelta. Ma non parliamo di questo, che potrebbe assomigliare ad un discorso interessante e sensato, piuttosto concentriamo la nostra attenzione su dettagli del tutto secondari quali lo stile e l&#8217;esposizione del pezzo…</p>
<p>Il post è di insospettabilmente buona lettura. Sembra quasi che prima di scrivere ci abbia realmente pensato. Certo, la sua visione del mondo rimane molto ristretta, e questo è commisuato dal fatto che la sua comprensione umana per i poveri telefonisti  cessa qualora l&#8217;Autrice stia soddisfando i suoi più bassi istinti (<span style="font-style:italic;">qalunque cosa</span> stesse facendo in bagno con le braghe calate, da sola o in compagnia che fosse, è un basso istinto). Insomma, il reale messaggio che ci vuole trasmettere è questo: <span style="font-style:italic;">&#8220;sono molto comprensiva, tranne quando ho le braghe calate&#8221;</span>. Che è lievemente differente da quanto esprime nella seconda parte del post, quella sugli emo: <span style="font-style:italic;">&#8220;sarei anche molto comprensiva, ma mi fate </span>veramente<span style="font-style:italic;"> calare le braghe!&#8221;</span>.</p>
<p>Per il resto, non c&#8217;è molto da dire. Il post si conclude con le consuete e ritrite domande sulla natura degli emo, e con la promessa di lanciarsi in un video-risposta ormai atteso con impazienza da grandi e piccini. Nulla di che, quindi, ma si spera che con questo la mia vita su messenger possa tornare a svolgersi senza rotture di balle eccessive (chi ha da capire ha capito).</p>
<p>Un&#8217;ultima cosa: la grafica usata nel blog, è quanto di più orrendo ed illeggibile sia mai stato creato, e mi dolgo amaramente di avere contribuito a quell&#8217;agonia del buon gusto e dei principi di impaginazione che ora è. Auspico un futuro di cecità a tutti i fruitori del blog di cui in oggetto, in modo da permettergli in futuro l&#8217;utilizzo di browser braille che pietosamente impediscano l&#8217;osservazione dello sfondo. Che il Signore o chi per esso abbia pietà della mia mano che produsse quello sfondo.</p>
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		<title>Un anno in più&#8230;</title>
		<link>http://belinde.net/critiche/il-mio-demone-e-solitudine/un-anno-in-piu/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 22:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio demone è SOLITUDINE]]></category>
		<category><![CDATA[lacrimoni come se piovesse]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno in più, che differenza fa? potrei dire tanta, potrei dire poca... la verità è che molte cose sono cambiate. Oggi ho esattamente 21 anni, e mai avrei immaginato di essere così a questa età... quando ero piccola fantasticavo sul fatto che a questa età dovevo essere una donna in carriera, e mille altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/un-anno-in-pi.html">Un anno in più, che differenza fa?
potrei dire tanta, potrei dire poca... la verità è che molte cose sono cambiate.

Oggi ho esattamente 21 anni, e mai avrei immaginato di essere così a questa età... quando ero piccola fantasticavo sul fatto che a questa età dovevo essere una donna in carriera, e mille altre cose che non dirò...</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/un-anno-in-pi.html">Il mio demone è SOLITUDINE</a></cite>.</small></div></div><p>Commento questo post essenzialmente perché uno vale l&#8217;altro. Il blog è spiccatamente intimista, rivolto marcatamente all&#8217;interiorità dell&#8217;Autrice e al suo innato ottimismo, e lo dimostra già dalla scelta dei colori degni della più antica delle Pompe Funebri (la cui sobrietà è commisurata dalla mancanza delle decorazioni in oro, a mio parere sempre un po&#8217; pacchiane). Per quel che mi riguarda, basterebbe quest&#8217;analisi frettolosa per allontanarmi seduta stante da quelle pagine in cui l&#8217;Autrice riversa — o afferma di riversare — i suoi intimi drammi, le interiori disillusioni, le interne sofferenze: più che una lettura, un&#8217;endoscopia.</p>
<p>Insomma, cosa mi ha spinto a scrivere di questo blog? Molto semplice, l&#8217;Autrice me l&#8217;ha menata. Ed eccomi quindi a navigare in un mare di rimpianti, disillusioni, scialbe — sciape — speranze; speranze in un futuro migliore (e va beh, queste le hanno in molti), speranze di un <span style="font-style:italic;">passato</span> migliore (decisamente più inusuali), speranze di una comprensione da parte del prossimo purtuttavia non ricercata attivamente — almeno, a parer mio; ma questa è una critica che muovo a tanti, troppi forse, miei conoscenti, e che sta quindi perdendo un po&#8217; di mordente. Speranze, dicevamo, ma speranze a mio parere finte: quella che mi pare emerga prorompente è una sensazione strana, data dall&#8217;osservare gli eventi sotto la lente della predestinazione (periodo confuso, ma non ho voglia di rileggere e riscrivere): <span style="font-style:italic;">predestinazione</span> è però un termine che non rende l&#8217;idea che ho in testa, si potrebbe forse parlare di predeterminazione; ogni volta che l&#8217;Autrice racconta un evento negativo lo fa col tono di chi dice <span style="font-style:italic;">&#8220;ecco, vedete? non era </span>naturale<span style="font-style:italic;"> che andasse a finire così?&#8221;</span>. Irritante, davvero irritante, forse perché rispecchia fedelmente il mio modo di pensare fino a un annetto o due fa — il che, a ben guardare, non va certo a vantaggio dell&#8217;Autrice.</p>
<p>Che altro dire… Qua e là emergono brandelli di ritrito buonsenso, e di fatalismo dozzinale. Non entro nel merito del <span style="font-style:italic;">perché</span> l&#8217;Autrice sia arrivata a questa <span style="font-style:italic;">forma mentis</span>, alla resa dei conti la conosco troppo poco per esprimere un commento ponderato quindi non emetto critiche o giudizi in merito. Quello che realmente mi intristisce è la mancanza di uno scopo in tutto questo parlare di sé, almeno, di uno scopo chiaro e conclamato: non mi sembra, e spero non, nasca per stimolare il pietismo dei passanti, e se fosse atto a farsi dare ideali pacche sulle spalle… beh, temo siano composte solo da banalità (a tal proposito, vorrei fucilare un <a href="http://solitudespot.blogspot.com/2007/12/natale-non-cade-solo-la-neve.html">anonimo commentatore</a> che, credendo di essere poetico, ha copincollato il testo della canzone di Battiato <span style="font-style:italic;">Prospettiva Nevskj</span>. Lo odio. Ha letto un post in cui si accenna alla neve e ci ha messo la prima citazione sul freddo che gli è venuta in mente. A chiunque interessi capire appieno quella bellissima canzone, segnalo <a href="http://www.musicaememoria.com/franco_battiato_prospettiva_nevskij.htm">questo argomentato commento</a>).</p>
<p>Non ci piglio il verso. Leggo questo blog solo perché conosco l&#8217;Autrice, e mi sembra una forma di rispetto assimilare i concetti che lei crede sia giusto gli altri sappiano. Una forma di rispetto, dicevo, ma se sia per lei o le sue tette… beh, tra i due casi non mi è ancora dato discernere.</p>
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		<title>Natale dietro la collina</title>
		<link>http://belinde.net/critiche/zabriskie-point/natale-dietro-la-collina/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 19:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zabriskie Point]]></category>
		<category><![CDATA[lacrimoni come se piovesse]]></category>
		<category><![CDATA[non di solo pane]]></category>

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		<description><![CDATA[… … … …Tratto da Zabriskie Point.Questo è un commento preventivo. Il mai abbastanza lodato Matte ancora non ha partorito (credo) il contenuto del post che a questo punto è tenuto a scrivere. Quale potrà mai essere l&#8217;argomento che mi spinge a scrutare con così tanta insistenza tra le brume del tempo che verrà? Vorrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://zabriskie-matte.blogspot.com/2007/12/post-post-vorrei-cantare-insieme.html">…
…
…
…</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://zabriskie-matte.blogspot.com/2007/12/post-post-vorrei-cantare-insieme.html">Zabriskie Point</a></cite>.</small></div></div><p>Questo è un commento preventivo. Il mai abbastanza lodato Matte ancora non ha partorito (credo)  il contenuto del post che a questo punto è tenuto a scrivere. Quale potrà mai essere l&#8217;argomento che mi spinge a scrutare con così tanta insistenza tra le brume del tempo che verrà?</p>
<p><cite>Vorrei cantare insieme a voi<br />
in magica armonia (…gica armo…)<br />
auguri Coca Cola e poi<br />
un coro in compagnia (canta insieme…)</cite></p>
<p>Credo in molti la ricordino. Per quanti anni ci ha accompagnato per tutto il tempo delle feste (che ai tempi, voglio ricordarlo, iniziava dopo l&#8217;8, e non a fine ottobre come il costume attuale prevede). Matte parlerà di questo, con quell&#8217;austera saccenza che tanto appassiona grandi e piccini. Introdurrà lo svolgimento con una breve narrazione dell&#8217;<span style="font-style: italic;">antefacto</span> che l&#8217;ha portato con le dita sulla tastiera, e si schernirà come suo solito per la scelta dell&#8217;argomento, quasi questo rivolgersi alle radici storiche e culturali della nostra società possa in qualche modo abbassare (innalzare?) il livello del suo blog. Tirerà fuori forse qualche critica all&#8217;americanismo di allora, magari sottolineerà come l&#8217;unico elemento maschile che effettivamente salta all&#8217;occhio sia un giocatore di rugby americano. E poi si lancerà nel solito revisionismo emotivo, probabilmente millantando atmosfere di caldo affetto familiare che, oggettivamente, nessuno ricorda.</p>
<p>Accortosi di essersi infilato in un ginepraio senza uscita, il nostro cercherà una facile via di fuga nell&#8217;analisi della musica, ritrovando note forse dickensiane, forse lapponi, a seconda di quanta sia la sua disperazione argomentativa in quel momento. A questo punto, finita ogni possibilità di tirare fuori argomenti nuovi per prolungare ulteriormente l&#8217;agonia del suo post, tenterà una repentina virata. Addurrà una sua non-volontà a lasciare il lettore con il video dello spot in questione, e con un doppio carpiato esplicativo troverà il modo di passare a qualche altro spot anni &#8217;80, probabilmente ricollegandosi ad un suo <a href="http://zabriskie-matte.blogspot.com/2007/11/le-20-auto-pi-brutte-del-mondo.html">post di qualche tempo addietro</a> e ricadendo su quello della Elba Innocenti.</p>
<p>È per questo che, contrariamente al solito, il filmato lo metto io. La prevedibile aleatorietà degli interventi del Nostro mi spinge a premunirmi, e sottoporvi questo piccolo brandello di storia — a me tanto caro da spingermi a salvarmelo addirittura sul cellulare, in modo da poterlo infliggere a chiunque durante lo Scambio dei Regali Idioti la vigilia di Natale.</p>
<p><a class="abp-objtab-04298304590620958 visible ontop" style="left: 0px ! important; top: 15px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" href="http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI&amp;rel=0&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;border=1"></a><a class="abp-objtab-04298304590620958 visible ontop" style="left: 0px ! important; top: 15px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" href="http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI&amp;rel=0&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;border=1"></a><a class="abp-objtab-048021208820092043 visible ontop" style="left: 0px ! important; top: 15px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" href="http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI&amp;rel=0&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;border=1"></a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="373" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI&amp;rel=0&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;border=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="373" src="http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI&amp;rel=0&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;border=1" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p>E, detto questo, le solite banalità: buone feste.</p>
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		<title>donne</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 19:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>belinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ravinsky]]></category>
		<category><![CDATA[ethika fon ethica]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti giovinastri]]></category>
		<category><![CDATA[vite di aliene genti]]></category>

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		<description><![CDATA[in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="cartiglio"><blockquote cite="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">in quel periodo cominciai a pensare che fumavo troppe canne a ogni ora del giorno. e la specificità della canna mi rincoglioniva completamente. Non ero praticamente mai lucido veramente, mi trovavo in un confine fatto di reazioni esagitate un continuo susseguirsi di crisi di panico nei momenti concitati, e un caldo e rilassante lungo sonno in tutto il resto del tempo. Cioè mentre vivevo.</blockquote><div class="cartiglio_fonte" align="right"><small>Tratto da <cite><a href="http://badtastecroma.blogspot.com/2007/11/donne.html">Ravinsky - Racconti di salmastro</a></cite>.</small></div></div><p>I mesi di astinenza dalla scrittura mi hanno dato la carica, ed eccomi di nuovo a pigiar tasti sulla tastiera; con una differenza sostanziale rispetto al solito: non sto buttando giù belinate per quei tre cristi che mi stressano per farmi scrivere qui sopra, ma direttamente per l&#8217;Autore. È una sorta di lettera aperta, in cui ho intenzione di elencare una serie di miei ragionamenti; ragionamenti che, per altro, ho già esposto a voce ad un sacco di persone… a molti, ma non all&#8217;interessato: questo è il motivo per cui mi sento legittimato a scriverne qua sopra, ma nel caso desse fastidio sono pronto a cancellare il post, come del resto ho <a href="http://belinde.blogspot.com/2007/04/amici-che-parlano.html">già fatto</a> in passato.</p>
<p>Non ho mai letto il blog di Ravinsky sino ad oggi; cioè, ne lessi alcuni stralci ormai molti mesi fa, oserei dire <span style="font-style: italic;">una vita</span> fa, quando ancora aveva un&#8217;impostazione più marcatamente letteraria. Almeno, <span style="font-style: italic;">credo</span> sia così: sono riuscito a leggere soltanto gli ultimi due post, prima di farmi prendere dalla tristezza e cominciare a buttare giù queste righe.</p>
<p>Vi ricordate il mio sfogo sugli Afterhours di due giorni fa? Ecco, con questo potrei anche chiudere il discorso. Il mondo dipinto da Ravinsky usa gli Afterhours come colonna sonora, e trasuda un… come chiamarlo… un liquame condensato di mancanza di forza di volontà. E lo dico con la morte nel cuore, per quanto possa valere. Gli eventi, in quel luogo, <span style="font-style: italic;">accadono</span>, piovono dall&#8217;alto, e come pioggia si adagiano sui coprotagonisti della storia. Sono tutti coprotagonisti, <span style="font-style: italic;">tutti</span>! Un mondo dai tratti onirici, dove le persone tracciano la rotta della loro vita per puro moto browniano, e dove ogni anelito di volontà viene usato giusto per soffiare via uno smarrone dai pantaloni.</p>
<p>Ravinsky non lo capisco più. Ci fu un tempo in cui ero convinto che tra i due, il disadattato fossi io. Avevo grossi problemi a rapportarmi con le persone — non che ora siano scomparsi, i problemi… sono solo contenuti — e l&#8217;amicizia con Ravinsky mi ha migliorato sotto molti aspetti, molti dei quali credo siano rimasti inosservati a lui stesso; e ha tutta la mia gratitudine, per questo. Siamo stati — <span style="font-style: italic;">fummo</span> — in confidenza, fino ad un paio di anni fa, oggi non più. Non riesco ad andare oltre al buongiorno e buonasera; perché questo? Brutto dirlo… non riesco più a stimarlo. <span style="font-style: italic;">Non</span> per le sue scelte, no! Per le sue <span style="font-style: italic;">non</span>-scelte. Perché non gli vedo più il coraggio di prendere una decisione, specialmente quelle radicali, quelle che secondo me potrebbero portarlo verso una vita che gli piaccia vivere. Se io, in una situazione di pesante stress percepito, ho avuto il coraggio di dare una svolta radicale alla mia vita ed i miei progetti per il futuro (una scelta che per altro mi ha devastato finanziariamente, e che solo ultimamente promette un ritorno a quelli che avevo preso a considerare standard), perché lui non può? Perché si crogiola in questo stato di (cito letteralmente) &#8220;fallimento come progetto umano&#8221;? Perché non ci prova nemmeno, a riscriver<span style="font-style: italic;">si</span> il <span style="font-style: italic;">suo</span> progetto umano?</p>
<p>Questo discorso è stato affrontato più e più volte con un sacco di amici che abbiamo in comune, e tutte le volte lo si è concluso con un&#8217;alzata di spalle, e con me che ripetevo &#8220;non so cosa fare, per aiutarlo, perché mi pare che la sua sia una precisa scelta di vita, e non approvandola me ne disinteresso&#8221;. Ma alla lunga non ci riesco. Ti stiamo — <span style="font-style: italic;">ti stai</span> — lasciando indietro, Ravinsky, e più che guardarti con rattristata curiosità non so che fare.</p>
<p>Brutto post, questo. Probabilmente verrà pure misinterpretato, se non (speriamo di no) odiato. Le lettere aperte sono sempre un po&#8217; una buffonata, e io per primo non le ho mai capite, eppure questa volta mi è parsa adeguata; credo che i 4 o 5 lettori di questa pagina siano già tutti al corrente del mio pensiero, e mi pare sia grosso modo accettato e condiviso da tutti. Per questo scrivo qua: credo di non sbagliarmi, Ravinsky, affermando che questo post non l&#8217;ha scritto Belinde, ma è un coro; forse piccolo, ma è un coro.</p>
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